29 maggio 2026
Abbiamo approfondito insieme a Letizia il suo legame speciale con la Fondazione.
La Fondazione è come se fosse nata insieme a me, siete un inizio. Nei miei ricordi il FAI è sempre stato vicino. Sicuramente il fatto che ci fosse questo collegamento tempo dopo con Villa Necchi Campiglio a Milano e con mio nonno – l’architetto Portaluppi – ha dato il “colpo di grazia” e lì è stato qualcosa che ha coinvolto tutti gli affetti, ricordi ed emozioni. Mio fratello Piero ha lavorato a Villa Necchi e con lui ho anche io ho seguito tutti i lavori di restauro per l’apertura al pubblico nel 2008. Nel frattempo, è mancata nostra mamma e abbiamo deciso di ricordarla sostenendo il restauro del giardino a lei dedicato.
C’è veramente un fil rouge che collega Villa Necchi alla nostra famiglia.
È una delle realtà italiane che mi dà maggior gioia, fiducia, entusiasmo. Ne parlavo proprio ieri con mio fratello: oggi siamo purtroppo circondati da avvenimenti terribili e gravi, mi rasserena rivolgere il pensiero al FAI e alla sua missione, perché è una cosa bella e sono molto fiera e orgogliosa di sostenervi e sostenere le vostre attività.
C’è una storia ancora molto familiare, anche per certi versi molto triste inizialmente. Mio fratello Piero andò alla Kolymbethra credo insieme a Marco Magnifico quando questo luogo nella valle dei Templi di Agrigento fu dato in concessione al FAI dalla Regione Siciliana. Mio fratello aveva appena perso il figlio diciasettenne in un incidente d’auto e là incontrò una persona che lavorava alla Kolymbethra che a sua volta aveva appena perso un figlio. Quindi, questo dolore condiviso ha fatto sì che non solo lui si appassionasse a questo luogo, ma trasmettesse l’entusiasmo verso questo meraviglioso giardino a tutta la famiglia.
Un giorno, infatti, mi disse: “Vieni anche tu a vedere la Kolymbethra, io vado per lavoro”, perché doveva fare un sopralluogo; io andai con lui e me ne innamorai. Ovviamente.
Penso che l’Art Bonus sia un’agevolazione intelligente e positiva, perché permette al donatore di recuperare il 65% dell’importo donato diviso su tre annualità.
Ma l’altra faccia della medaglia, è che in questo modo si può sostenere la cultura e tutelare il patrimonio artistico pubblico. Il Giardino della Kolymbethra, infatti, decenni fa era una discarica; adesso, grazie anche al fatto che è stato dato in concessione al FAI dalla Regione, è diventato un gioiello di cui tutti possono godere. So che ci sono ancora tanti lavori da fare per mantenerlo, anche dopo l’apertura delle Case Montana, questa tradizionale casa di contadini, recuperata dalla rovina, che testimonia e racconta la storia millenaria della civiltà che ha abitato la Valle dei Templi!
Perciò siamo molto contenti di poter donare anche attraverso l’Art Bonus e le sue agevolazioni, per questo Bene che tutti possono continuare a visitare.
Come dicevo all’inizio sono molto legata a Villa Necchi. Ma ci sono tanti altri Beni a cui sono legata, ad esempio Villa e Collezione Panza a Varese che è sempre legata a mio nonno. Poi ci sono tanti Beni che sono curiosissima di andare a vedere, come il giardino inglese di Villa Rezzola a Lerici.
Io penso che voi siate eccezionalmente bravi sia nelle iniziative, sia nell’organizzazione, sia nella messa in atto delle varie attività. Ad esempio, ho fatto con voi tanti viaggi sempre bellissimi, anche confrontati con altre esperienze, tutti di ottimo livello. Interessante anche la parte delle conferenze, delle lezioni e i webinar (Grand tour in Poltrona)
Non ho consigli particolari, se non di continuare su questa buona strada anche in futuro.
L’Art Bonus è un’agevolazione unica in Italia che ha riconosciuto per legge l’urgenza di sostenere la cultura e tutelare il patrimonio artistico pubblico. È un credito d’imposta che permette di recuperare, in tre quote annuali, il 65% delle donazioni effettuate a favore del patrimonio culturale pubblico italiano.
Un’opportunità per investire nella storia, nell’arte e nella natura recuperando il 65% della tua generosità.
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