20 maggio 2026
A seguito del conferimento al FAI dell’intero patrimonio della Fondazione Piero Portaluppi, l’archivio di arredi, disegni, documenti e libri trova oggi la sua nuova casa in uno spazio appositamente allestito all’ultimo piano di Villa Necchi Campiglio a Milano, riallacciando il legame tra il celebre architetto e uno dei suoi progetti oggi più noti e apprezzati.
La visita della villa, progettata da Piero Portaluppi nel 1930-1932 per la famiglia Necchi Campiglio, si arricchisce così di un nuovo percorso con un’offerta culturale unica: tre sale con esposizione permanente di arredi e disegni dall’Archivio Piero Portaluppi e una mostra temporanea, che sarà rinnovata ogni anno, per valorizzare di volta in volta, per temi e confronti, il ricchissimo fondo da oggi conservato qui. La prima mostra, intitolata Piero Portaluppi: l’arte del disegno, a cura di Roberto Dulio, in programma fino al 18 ottobre 2026, espone 44 tra i più noti e significativi disegni dell’architetto milanese: dalle ironiche caricature della gioventù ai progetti più maturi per case private e palazzi istituzionali, dai bozzetti per interventi su edifici storici della città alle tavole del Piano Regolatore del 1927, dai disegni di architetture realizzate a quelli per edifici futuribili, fino ai dettagli di arredi e decori che si ritrovano nella stessa Villa Necchi.
Raccogliendo il testimone dalla Fondazione Piero Portaluppi e in continuità con la sua attività, il FAI riprende il racconto dell’opera del grande architetto, a cui si deve molto nella definizione dell’immagine di Milano e a cui ancora oggi si ispirano architetti e designer di tutto il mondo.
Alla riscoperta dell’importanza della sua figura presso il largo pubblico, dopo una grande mostra in Triennale nel 2003, voluta dalla stessa Fondazione, ha contribuito proprio il FAI, con l’apertura di Villa Necchi nel 2008, divenuta ormai un’icona del suo stile.
L’archivio da oggi custodito in Villa è composto da migliaia di documenti originali che rivelano l’abilità, lo stile, la poliedricità e l’appassionata curiosità di Portaluppi: tra questi oltre 1.000 disegni databili tra il 1909 e il 1967, 1.000 stampe fotografiche d’epoca, carnet di schizzi e appunti autografi, caricature matita e china su carta e cartoncino, più di 15.000 cartoline e 100 bobine di pellicola in formato 16 mm (circa 8 ore di filmati), girate in Italia e all’estero tra il 1931 e il 1965, testimonianze delle importanti relazioni che intratteneva con intellettuali e artisti che hanno fatto la storia del secolo scorso, da Filippo Tommaso Marinetti a Fortunato Depero, da Marcello Piacentini a Gio Ponti ai BBPR.
E inoltre, alcuni libri della sua biblioteca personale, e quasi 3.000 volumi e riviste di storia dell’architettura, collezionati dalla Fondazione Portaluppi negli anni, che saranno, come il resto dell’archivio, non solo esposti, ma anche disponibili alla consultazione e allo studio, in accordo e collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e il Politecnico di Milano.
Sono parte dell’Archivio anche 19 arredi e alcuni oggetti disegnati e usati dall’architetto, trasferiti dalla sede della Fondazione Piero Portaluppi a Villa Necchi e riallestiti nelle tre sale della soffitta, originariamente destinate al personale di servizio.
Il progetto di rifunzionalizzazione e allestimento, affidato all’architetto Piero Castellini Baldissera, nipote di Piero Portaluppi, ha ridato carattere e qualità a questi spazi, ricreando l’atmosfera dello studio di Portaluppi in via Morozzo della Rocca grazie all’inserimento di materiali e ulteriori arredi che si ispirano ad esso.
Per introdurre e accompagnare la visita del pubblico sono stati realizzati anche un video racconto che ripercorre vita e carriera dell’architetto, schede didattiche e contributi audio di approfondimento delle opere esposte.
In occasione dell’inaugurazione dei nuovi spazi dedicati a Piero Portaluppi, e in armonico dialogo con essi, prende il via anche la prima delle mostre temporanee che il FAI proporrà a Villa Necchi per approfondire e valorizzare la figura e le opere del grande architetto. Fino al 18 ottobre 2026 sarà visitabile la mostra Piero Portaluppi: l’arte del disegno, a cura di Roberto Dulio:
44 i disegni esposti che rivelano l’abilità di Piero Portaluppi come disegnatore, l’utilizzo del disegno non come semplice strumento tecnico, ma come un modo di pensare, un espediente per deformare ironicamente la realtà.
Negli anni della formazione al Politecnico di Milano, tra il 1905 e il 1910, lavorò come caricaturista, collaborando con riviste come «Guerin Meschino» e «Babau» e sperimentando nelle vignette la rapidità del segno, la capacità di ridurre un carattere a pochi tratti, l’arte di far parlare un profilo, un gesto, una sproporzione. Questa vena caricaturale è passata poi all’architettura, come si vede nelle opere esposte a Villa Necchi, in un percorso che si snoda in due ambienti distinti ma complementari, che accompagnano progressivamente i visitatori da una condizione di osservazione raccolta a una di immersione. In questi fogli, da cui emerge il gusto della battuta visiva e in cui non mancano riferimenti all’enigmistica e ai giochi linguistici, l’architettura disegnata è impeccabile: prospettiva, ombre, proporzioni e resa grafica sono controllatissime.
Eppure, sotto la precisione, scorre una pungente ironia, una satira senza didascalia da cui la città futura emerge come paradosso che mette in crisi l’immaginario idealista della modernità.
Il progetto di allestimento della mostra è di Angelo Gramegna.
Con il Patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, Politecnico di Milano. Si ringrazia il Ministero della Cultura – Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia. Grazie al prezioso contributo di Legance, uno dei più importanti studi legali italiani indipendenti, vicino al FAI in continuità dal 2018 e che ha scelto di rinnovare il proprio sostegno alla Fondazione. Grazie anche a Fondazione Araldi Guinetti, che dal 2015 sostiene numerose iniziative della Fondazione, e a Pirelli, accanto al FAI dal 2005, che rinnova anche per quest’anno il suo impegno a favore dei progetti promossi dalla Fondazione.
Villa Necchi Campiglio è Museo riconosciuto da Regione Lombardia.
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