Dall’Africa ai Beni del FAI: i rondoni sono tornati

Dall’Africa ai Beni del FAI: i rondoni sono tornati

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Dall’Africa ai Beni del FAI: i rondoni sono tornati
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29 maggio 2024

Quest’anno, per celebrare il 7 giugno, Giornata Mondiale dei Rondoni, siamo andati a Casa Macchi a Morazzone (VA) dove abbiamo incontrato Mauro Ferri di Monumenti Vivi, veterinario e faunista, uno dei maggiori esperti di questa specie.

A Casa Macchi, a Villa Della Porta Bozzolo e al Monastero di Torba, tre Beni del FAI in provincia di Varese, sono presenti le rondonaie. Si tratta di strutture che dal medioevo fino agli anni Cinquanta del Novecento offrivano nidi ai rondoni, per consentire poi ai proprietari di cibarsi dei pulcini o di rivenderli al mercato. Oggi le abbiamo restaurate per offrire, invece, nuovi nidi a una specie che ogni anno in primavera torna dall'Africa e si mette alla ricerca di luoghi adatti per riprodursi.

Le rondonaie nei Beni del FAI

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I rondoni

Mauro Ferri di Monumenti Vivi ci ricorda che il rondone comune vive la maggior parte del suo tempo in Africa, per circa nove/dieci mesi e poi si mette in viaggio verso l’Europa e l’Italia solo per riprodursi: arriva all’inizio della primavera e riparte all’inizio dell’estate. Si tratta di una specie che vive 24 ore al giorno e per dieci mesi all’anno costantemente sulle ali, senza mai posarsi; i rondoni si posano solo per deporre le uova e per allevare la loro unica covata.

Se non ci sono cavità in cui loro possono posarsi, non possono riprodursi, ecco perché è importante conoscere le loro abitudini e aiutarli a mantenere la loro presenza negli edifici, nelle nostre città.

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A casa Macchi

In particolare, Mauro Ferri ha “ispezionato” il restauro della rondonaia nella torretta di Casa Macchi. Si tratta di una “esecuzione ben progettata e ben realizzata di restauro conservativo” – ha dichiarato – perché oltre al recupero delle celle nidificatorie, la struttura che permetteva il controllo delle nidificazioni è stata riprogettata attraverso tanti singoli sportellini. Guardando la cella, Ferri ci racconta che siamo di fronte a una struttura interna molto particolare, non molto comune, perché oltre alla tipica area con un foro di accesso dall’esterno, è presente una seconda area più riparata in cui l’animale poteva avere più sicurezza, sentirsi più protetto per costruire il nido e deporre le uova.

Mentre scriviamo, i rondoni sono tornati nella rondonaia di Villa della Porta Bozzolo e in quella del custode di Casa Macchi, due strutture nelle quali ogni anno i rondoni potranno sicuramente tornare e nidificare in sicurezza, dopo il loro lungo viaggio iniziato a sud del deserto del Sahara.

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