Cinque luoghi curiosi sostenuti dal Bando I Luoghi del Cuore

Cinque luoghi curiosi sostenuti dal Bando I Luoghi del Cuore

Condividi
Cinque luoghi curiosi sostenuti dal Bando I Luoghi del Cuore
Dal territorio

23 gennaio 2026

Una Wunderkammer creata da un avventuroso soldato, una scuola all’aperto destinata ai bambini più fragili, un ex-convento trasformato in una dimora di campagna, un sistema di fontane esoteriche parlanti e un museo a cielo aperto dove riposano Giuseppe Mazzini e Fabrizio De André.

Questi 5 luoghi, dalle storie curiose e affascinanti, fanno parte dei 20 progetti sostenuti attraverso il Bando I Luoghi del Cuore.

IL MUSEO FILIPPA, RIMELLA (VC)

134° classificato con 4.222 voti al 12°censimento

Giovanni Battista Filippa (1778-1838) era un curioso emigrante nativo di Rimella, antico borgo walser di 150 abitanti della Valsesia, e un avventuroso soldato che aveva preso parte alle Campagne Napoleoniche in Spagna. Dopo il congedo, avvenuto nel 1812 per grave malattia, Filippa ritorna definitivamente a Rimella e, spinto dal desiderio di stimolare la curiosità e l’interesse degli abitanti, riunisce una raccolta che chiama “gabinetto di curiosità e cose rare” per mostrare la molteplicità degli aspetti di vita al di fuori del loro piccolo villaggio. Monete, conchiglie (gran parte dei valligiani non aveva mai visto il mare), biglietti del treno, animali imbalsamati, opuscoli pubblicitari e ricevute di locande all’estero: una vera piccola Wunderkammer.
Il progetto candidato dal Comune di Rimella al Bando I Luoghi del Cuore, ha l'obiettivo di valorizzare l’esposizione museale trasformando la visita in un’esperienza coinvolgente, attraverso narrazioni multimediali. Il progetto, del costo totale di 12.000 euro, ottiene un contributo di 9.600 euro da FAI e Intesa Sanpaolo.

Loading

LE FONTANE PARLANTI, ROSAZZA (BI)

91° classificato con 5.544 voti al 12° censimento

97 abitanti, 26 fontane, un castello ricco di riferimenti massonici, una chiesa con un grande cielo stellato con le costellazioni dell’Orsa Maggiore e Minore, la Via Lattea e la Croce del Sud, strade con sculture che richiamano all’esoterismo. Rosazza, piccolo borgo montano nella Valle del Cervo, è tra i borghi più misteriosi d’Italia. La simbologia massonica e l’esoterismo che permeano le vie e le piazze sono legate al filantropo Federico Rosazza, Senatore del Regno già membro della Giovane Italia mazziniana e Gran Maestro Venerabile della massoneria biellese, che alla fine dell’Ottocento finanziò la costruzione di ville, palazzi, giardini e opere pubbliche. Tra queste opere realizzò anche la rete di tubazioni in ghisa per portare l’acqua potabile in tutto il paese. Quest’iniziativa permise la costruzione delle fontane parlanti: un progetto di rinnovamento urbano dove l’aspetto funzionale delle architetture si intreccia con l’elemento sociale e identitario degli spazi pubblici. Realizzate in sienite della balma, tipica pietra locale, e collocate nei punti nevralgici del borgo e del territorio circostante, le 26 fontane hanno garantito l’approvvigionamento idrico, scandendo i ritmi della comunità e costruendo un legame profondo tra abitanti e paesaggio. Il loro valore risiede non solo nella qualità, ma anche nella capacità di raccontare una storia collettiva: sono “parlanti” infatti perché ognuna è corredata da una frase, da un motto o da simboli esoterici, scritte augurali e di saluto, definite dallo stesso Federico Rosazza Pistolet.

O cielo, benedici chi nostra la fè
Sono onda che disseto, rammentando il mio autore
Era smarrita nel creato, or mi guida

Il progetto candidato dal Comune di Rosazza al Bando I Luoghi del Cuore interessa il recupero di sei fontane con problematiche di degrado urgenti ed è inoltre prevista la realizzazione di un percorso di visita con QR code fruibile in autonomia e accessibile anche a persone non vedenti. Il progetto, del costo totale di 247.200 euro, ottiene un contributo di 25.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo.

Loading

LA SANTISSIMA, GUSSAGO (BS)

32° classificata con 11.821 voti al 12° censimento

Nata probabilmente all’inizio del Rinascimento, il monastero è tra le architetture più significative della Franciacorta che troneggia, con la sua silhouette fiabesca, dall’alto del colle Barbisone. In grado di affascinare artisti illustri come Giovanbattista Gigola e Angelo Inganni, il complesso, testimoniato per la prima volta nel 1460, fu affidato nel 1479 ai Domenicani che lo ressero fino alla soppressione degli ordini religiosi con i decreti napoleonici del 1797. Furono proprio i Domenicani ad ampliarlo, modificarlo e renderlo sempre più importante (fu addirittura sede del processo a Benvegnuda Pincinella accusata di stregoneria).Dopo la soppressione, il convento divenne residenza padronale con annessi agricoli. Nel 1823 venne acquistato, tramite un’asta, da Giovanbattista Gigola, miniatore e ritrattista di corte del viceré Eugenio di Beauharnais, che lo fece trasformare in gusto neogotico, molto in voga durante il romanticismo, con l’aggiunta di torricini angolari, merlatura e finestre ogivali. Tra gli abituali frequentatori vi era il pittore Angelo Inganni, protagonista della pittura lombarda di genere, che sposò la vedova di Gigola e visse alla Santissima fino alla morte, nel 1880. Nel Novecento tutti gli ambienti del complesso diventarono abitazioni contadine: la chiesa venne suddivisa in tre zone alloggi, dotati di cucina, camino e camera; nel 1926 il campanile risultava adibito a porcile e il coro della chiesa invaso da “un mondo d'immondizie di polli e conigli”. Rimasto senza alcun intervento, il complesso cade in degrado e resta in totale abbandono fino al 2010, quando viene acquistato dal Comune di Gussago che ha avviato un processo di recupero e valorizzazione. Il progetto, candidato dal Comune di Gussago al bando I Luoghi del Cuore, consentirà la prosecuzione dei restauri per il pieno recupero dell’edificio. Il progetto, del costo totale di 100.000 euro, ottiene un contributo di 35.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo.

Loading

IL CIMITERO MONUMENTALE DI STAGLIENO, GENOVA

52° classificato con 8.117 voti al 12° censimento

Tra i più importanti esempi di cimitero monumentale in Europa, celebre per l’integrazione tra architettura neoclassica e paesaggio naturale, fu inaugurato nel 1851. Progettato da Carlo Barabino – l’architetto a cui si deve la realizzazione di edifici rappresentativi come il Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell'Accademia – e poi dal suo allievo Giovanni Battista Resasco, il cimitero ospita personaggi della storia, della cultura e delle arti, sia nazionali che locali.
Qui riposano Constance Mary Lloyd Wilde, moglie del grande scrittore inglese, Nino Bixio, Giuseppe Mazzini, Fernanda Pivano, Fabrizio De André e moltissimi altri. Fin dall’Ottocento è meta di scrittori, filosofi e viaggiatori: Mark Twain scrive che “l’ultima visita fu quella al cimitero, di cui continuerò a ricordarmi quando mi sarò dimenticato dei palazzi”; Ernest Hemingway lo descrive come “una delle meraviglie del mondo” e il bassista dei Joy Division, Peter Hook, sceglie di usare la foto della tomba Appiani come copertina dell’album Closer nel 1980. Il monumento di Caterina Campodonico è tra le opere di Staglieno più sedimentate nell'immaginario popolare. Meglio nota come "la venditrice di noccioline", Caterina impiegò tutto il denaro guadagnato vendendo ciambelle e noccioline per farsi erigere, ancora in vita, il proprio monumento funebre in cui appare con in mano la propria merce, mostrata con lo stesso orgoglio con cui imprenditori e professionisti esibivano i segni tangibili delle loro ricchezze
. Il progetto, candidato dal Comune di Genova al bando I Luoghi del Cuore, ha l'obiettivo di valorizzare l’esperienza di visita rendendola inoltre inclusiva e accessibile. Attraverso un sistema di audioguide, in italiano e inglese, arricchito da contenuti multimediali accessibili.
Il progetto, del costo totale di 31.000 euro, ottiene un contributo di 21.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo.

Loading

IL PARCO TROTTER, MILANO

62° classificato con 7.003 voti al 12° censimento

Situato nel periferico quartiere Turro, che vive spesso situazioni di complessità interculturale, il vasto parco si estende per ben 128.000 metri quadri. Deve il suo nome all'ippodromo del trotto che dal 1906 fino al fallimento della Società Nazionale Trotto nel 1924, sorgeva in quest'area: ancora oggi, il viale principale del parco ripercorre l’antico tracciato di gara.
Il Comune acquisì successivamente l'area per realizzare la “Casa del Sole”: una scuola ispirata a teorie pedagogiche avanzate e rivolta in particolare a bambini in condizione di precarietà sociale e fisica, in particolare a rischio di tubercolosi, con una didattica incentrata su attività all’aperto, per poter effettuare “bagni di sole”, oltre a molte attività in movimento.
Nel 1928 vennero completate le aule in stretta connessione con il parco. Distinte in dodici padiglioni costruiti su modello dello chalet svizzero, sono vere e proprie casette a misura di bambino: composte da un unico piano, ciascuno con quattro aule e un refettorio per colazione e pranzo.
Infine, furono realizzate le strutture per le attività didattiche e sportive: due palestre coperte, una piscina, un teatro, una piccola fattoria con animali, il convitto, una chiesa e il solarium.

Rientrava in questo innovativo approccio anche la Minitalia, una sagoma dello stivale di 10 x 15 metri, in pietre ed essenze vegetali, circondata dall’acqua per simulare i mari, realizzata per aiutare lo studio della geografia con una modalità che oggi si definirebbe esperienziale.

Con il passare degli anni tanti spazi si erano degradati e alcuni sono caduti in disuso, ma dagli anni Novanta, grazie alla spinta dell’Istituto Comprensivo Francesco Cappelli, che ha sede nell’ex Casa del Sole e dell’attivissima associazione Amici del Parco Trotter, costituita dai genitori degli studenti, molto è stato fatto.

Anche “I Luoghi del Cuore” ha avuto un ruolo importante: nel 2018 è stata infatti recuperata la Casa delle Scoperte, con l’archivio storico della scuola e spazi di lettura e attività per gli studenti, che aveva ottenuto un contributo dal FAI grazie alla partecipazione a una precedente edizione del censimento.

Il progetto, candidato dall’Istituto Comprensivo Francesco Cappelli al Bando I Luoghi del Cuore, prevede il recupero della Minitalia, in stato di forte degrado, così che possa tornare a essere utilizzata per la didattica e come spazio di incontro e mediazione culturale sia per gli studenti sia per gli abitanti del quartiere, grazie alla collaborazione di un’ampia serie di associazioni.
Il progetto dal costo di 30.000 euro ottiene un contributo di 23.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo.

Loading

News correlate

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te