Al di là della visita guidata: diventare protagonisti nei Beni FAI

Al di là della visita guidata: diventare protagonisti nei Beni FAI

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Al di là della visita guidata: diventare protagonisti nei Beni FAI
Scuola

25 febbraio 2026

Mappe, matite e schede alla mano: nei Beni FAI gli studenti non ascoltano soltanto, ma esplorano, osservano e costruiscono il proprio sapere diventando protagonisti attraverso la “pedagogia della scoperta”.

Chi visita i Beni FAI in settimana nei mesi primaverili potrebbe trovarsi di fronte a uno scenario molto simile, sia al Castello di Avio in Trentino, come a Villa Della Porta Bozzolo in provincia di Varese o all’Abbazia di Cerrate a Lecce: gruppetti di studenti che, equipaggiati con mappe, matite e schede, esplorano in autonomia gli spazi osservando, disegnando e prendendo appunti.

Visitattiva

Questa è la metodologia della visitattiva, apprezzatissima non solo dai docenti, ma soprattutto dagli studenti che invece di una visita guidata “passiva” a un bene storico-artistico o naturalistico, sono chiamati a diventare protagonisti. Questa tipologia di visita, infatti, si ispira alla pedagogia della scoperta, un approccio educativo che considera l’apprendimento come un processo attivo, nel quale gli studenti costruiscono il proprio sapere attraverso l’esplorazione, la ricerca e la sperimentazione personale.

In questa visione, la conoscenza non viene semplicemente trasmessa, ma nasce dall’interazione con l’ambiente, attraverso la formulazione di ipotesi in risposta a domande significative.
protagonisti
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Autonomia, pensiero critico e collaborazione

L’obiettivo di questo approccio è educare all’autonomia e al pensiero critico e allo stesso tempo, favorire la collaborazione tra pari, poiché richiede dialogo, confronto e costruzione condivisa del sapere: gli studenti, infatti, dopo aver esplorato il Bene e risposto alle domande proposte, ripercorrono le varie tappe insieme alla guida condividendo insieme al resto della classe quanto scoperto nella fase precedente.

Il ruolo della guida è quello di fare da facilitatore, spronando i ragazzi al dibattito e al confronto e integrando il racconto con altre informazioni e approfondimenti per completare la visita.

Gli studenti, così, ritornano a casa ricordando facilmente le vicende della famiglia Castelbarco, proprietari per secoli del Castello di Avio, i modi di vivere e i passatempi dei nobili del Settecento che vissero a Villa Della Porta Bozzolo oppure le caratteristiche del romanico pugliese, ben evidenti all’Abbazia di Cerrate… spesso con il desiderio di ritornare nel Bene con la propria famiglia per condividere tutte le scoperte fatte!

I percorsi di “visitattiva” sono indicati soprattutto per le scuole primarie e secondarie di I grado.

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