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PINETA RAMAZZOTTI E FOCE BEVANO

PINETA RAMAZZOTTI E FOCE BEVANO

LIDO DI DANTE, RAVENNA

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PINETA RAMAZZOTTI E FOCE BEVANO
Lungo il tratto litoraneo che unisce i centro abitati di Lido di Dante e Lido di Classe si estende, per circa 6 km, l'ultimo lembo di dune costiere naturali al retro delle quali si sviluppa la Pineta Ramazzotti, una delle sette sezioni della pineta demaniale di Ravenna che risale al 1881, quando cominciarono i lavori di rimboschimento con pino marittimo. La porzione di pineta nei pressi dell'ingresso posto a Lido di Dante è stretta fra campeggi e stabilimenti balneari, ma gran parte della riserva è longitudinalmente suddivisa fra fascia subdunale fitta di pino marittimo e pino nero con scarso sottobosco, e zona più strutturata e varia all'interno. E' stata creata lungo la fascia costiera compresa tra i due fiumi (Fiumi Uniti e Bevano) con lo scopo di proteggere le colture interne dai venti marini. Questa pineta artificiale è stata sovrapposta alla vegetazione arbustiva tipica della zona caratterizzata da dune consolidate. Nel luglio 2012 un enorme incendio ha devastato circa 65 ettari di vegetazione all'interno della pineta lasciando scoperta una vasta area di paleocene e producendo profonde modifiche agli habitat. A distanza di 8 anni le zone percorse dal fuoco sono rinate in maniera spontanea, grazie anche al supporto di tante associazioni ed enti sotto la tutela dei Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina, ed i giovani pini hanno ormai raggiunto i 4-5 metri di altezza. Alcune specie animali e vegetali si sono addirittura avvantaggiate della presenza di spazi aperti inconsueti: è il caso delle orchidee, di alcuni rapaci e rettili e del succiacapre, un rondone notturno proveniente dall'Africa che nidifica a terra, tra gli alberi. L'area è oggi fruibile da parte del pubblico in maniera regolamentata e coordinata dai Carabinieri Forestali poiché si tratta di un ambiente fragile che necessita di tutela, soprattutto nel periodo di nidificazione del fratino, specie protetta di piccolo trampoliere che fa il nido in spiaggia. Nel suo insieme il sito rientra nelle zone protette del Parco del Delta del Po, poiché costituisce uno degli ambienti più naturali e di maggiore valore naturalistico della provincia di Ravenna e dell'intero litorale adriatico.

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