
In occasione delle Giornate FAI, la chiesa apre le sue porte rivelando un volto del tutto inedito. Pur essendo un luogo di culto regolarmente accessibile, la sua vera eccezionalità risiede nel percorso di visita ideato per l'evento: un’esperienza immersiva tra racconto storico e archeologia sperimentale, nata dalla prestigiosa collaborazione con Archeoclub Fano e curata dalla scientificità del referente archeologo Matteo Bartolucci.
L'itinerario si svolgerà sia negli spazi della Pieve che all'aperto, trasformando il visitatore in un protagonista "dentro la storia".
Oltre alla visita del luogo di culto, il pubblico intraprenderà un viaggio sensoriale che abbraccerà sia gli ambienti interni che le aree esterne. Attraverso la ricostruzione dal vivo di tecniche costruttive antiche, gesti d'epoca e reperti riprodotti con rigorosa fedeltà scientifica, l'area all'aperto si trasformerà in un vero e proprio cantiere vivo.
Grazie alla guida esperta dell'archeologo Matteo Bartolucci e ai volontari dell'Archeoclub Fano, sarà un'opportunità unica per scoprire aneddoti nascosti sulle tecniche medievali, segreti costruttivi e aspetti della vita quotidiana delle comunità del passato, offrendo un livello di approfondimento e coinvolgimento del tutto inaccessibile durante la normale fruizione del luogo.
Nella mattina di domenica sarete accompagnati alla scoperta dei resti del "castello di Primicilio".
Il Bene sorge a Canavaccio (Urbino), nella valle del fiume Metauro. La Pieve e la Torre Brombolona costituiscono un suggestivo complesso medievale integrato in un paesaggio rurale di alto valore storico e naturalistico, dominato dai rilievi delle Cesane e dalle quinte collinari marchigiane. La collocazione geografica, lungo antiche direttrici di fondovalle, conferisce al sito un forte legame identitario con il territorio circostante, caratterizzato da un'equilibrata alternanza tra natura e antropizzazione.
La Pieve di Santo Stefano di Gaifa (Urbino) sorge su un antico insediamento romano e bizantino (militare Wasconia), documentata dall'VIII secolo. Importante centro religioso e feudale medioevale, controllava la valle del Metauro. L'edificio romanico fu modificato nel XII-XIII secolo e ristrutturato nel '700. Dominante sul colle sovrastante sorge la Torre Brombolona, avamposto difensivo del XIV secolo legato al castello di Primicilio e ai Montefeltro, parzialmente crollata nell'Ottocento. Il complesso fonde archeologia romana, storia ducale e leggende popolari sul nome "Brombolona" (dalle "brombole", gocce o campane).
Il contesto comprende dall'altopiano delle Cesane al monte Pietralata, parte della media valle del fiume Metauro, che scorre al centro. Tra dolci rilievi, si succedono ambienti boschivi e agricoli immersi in un paesaggio rurale di guadi tra le due sponde del fiume e i suoi affluenti, con insediamenti abitativi sparsi in località denominate da chiese e castelli come Gaifa e Primicilio (XIII sec.), di cui restano la Pieve e la torre Brombolona, icona di questa vallata e tuttora sovrastante Canavaccio come più popolosa frazione di Urbino. Il borgo della pieve di S. Stefano di Gaifa è attestato dal XIII sec., ma la sua origine risale al monastero benedettino di S. Michele Arcangelo del VIII-X, distrutto per ben due volte, ricostruito nel 1277 sull'altra riva del fiume Metauro, poi abbazia di monaci Olivetani di Pagino, chiusa nel 1788. La Pieve ricostruita nel ‘600 riporta sul portale un'iscrizione, con l'effigie del santo titolare Stefano I papa e martire, che la dichiara “chiesa matrice” dei castelli di Primicilio e Gaifa, in quanto era sede del fonte battesimale per le altre chiese del territorio dalle quali percepiva annualmente una certa quantità di grano e di lino.
Volontari FAI della Delegazione di Pesaro Urbino

nei Beni FAI tutto l'anno
Gratis




