Per gli iscritti FAI biglietto ridotto a 3,50 euro anziché 4 euro l’Oratorio di San Michele
DESCRIZIONE
L'Oratorio di San Michele sorge in un contesto di profondo interesse storico e architettonico, situato a ridosso della Torlonga del suggestivo Castello Carrarese. L'edificio attuale è il risultato di diverse stratificazioni e rappresenta ciò che si è conservato di un'antica chiesa intitolata ai Santi Arcangeli, le cui origini affondano con tutta probabilità nell'epoca longobarda. La sua struttura principale, la Cappella di Santa Maria, venne edificata a seguito di un rovinoso incendio legato agli eventi bellici dell'assedio di Castelvecchio, durante la riconquista di Padova da parte di Francesco II Novello da Carrara.
Oggi, l'Oratorio custodisce un inestimabile patrimonio artistico che gli è valso l'inclusione nel sito seriale Patrimonio Mondiale UNESCO "I cicli affrescati del XIV secolo di Padova". Al suo interno si sviluppa un meraviglioso ciclo pittorico incentrato sulle storie della Vita della Vergine, comprendente episodi quali l'Annunciazione, la Natività, l'Adorazione dei Magi e la Dormitio Virginis. L'opera venne realizzata nel 1397 da Jacopo da Verona, su incarico di Pietro di Bartolomeo de Bovi, esponente di spicco legato alla zecca dei Carraresi.
L'aspetto che rende questo luogo un tassello fondamentale per la comprensione della storia dell'arte è la sua capacità di rappresentare l'ultimo grande capitolo della pittura ad affresco del Trecento padovano. Jacopo da Verona, pittore eclettico, vi porta a compimento tutte le grandi innovazioni spaziali e prospettiche introdotte da Giotto, affinando la tecnica e indagando gli stati d'animo in una dimensione squisitamente umana. Il ciclo si distingue per un tono definito "borghese" e quotidiano, un approccio che si discosta dalle rigide eleganze aristocratiche del tempo per avvicinare la dimensione sacra all'osservatore.
Particolarmente affascinante è il processo di "laicizzazione" della storia sacra messo in atto dal pittore: nelle raffigurazioni bibliche si assiste all'inserimento di personaggi illustri e figure contemporanee. Soffermandosi sulle scene dell'Adorazione dei Magi e della Morte della Vergine, è infatti possibile scorgere una raffinata galleria di ritratti in cui figurano intellettuali e signori del tempo, tra cui Francesco Petrarca, Francesco il Vecchio, Francesco II Novello da Carrara e lo stesso committente dell'opera.
La rilevanza dell'Oratorio si intreccia, infine, con l'evoluzione stessa della pratica artistica medievale. Proprio a Padova, un anno dopo la conclusione di questi affreschi, il teorico Cennino Cennini scriverà il suo celebre Libro dell'arte, il primo trattato tecnico in cui la lezione giottesca viene codificata per le generazioni future. Questo luogo offre così una testimonianza tangibile del profondo fermento culturale, artistico e sociale che ha caratterizzato il territorio, conservando intatta l'atmosfera di un'epoca cruciale per la storia locale e universale.
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