Per gli iscritti FAI biglietto ridotto sull'ingresso al Giardino Giusti a Verona
DESCRIZIONE
Alla fine del 1200 la famiglia Giusti si trasferì dalla Toscana a Verona per sviluppare l’industria della tintura della lana, prima fonte di ricchezza della città scaligera. Nel 1406 Provolo Giusti acquistò un’area contigua all’antica via Postumia, principale asse viario est-ovest della pianura padana. In quest’area, lungo le antiche mura della città, la famiglia Giusti per due secoli utilizzò gli spazi dell’attuale giardino per far bollire i calderoni in cui la lana veniva trattata e per stendere ad asciugare i panni.
Nel corso del XVI secolo quello che era in origine un insediamento produttivo venne convertito in un palazzo di rappresentanza nello stile del Sanmicheli, completato da un giardino formale con bossi, cipressi, fontane e grotte, secondo la moda del tempo. Principale artefice del giardino e del palazzo fu Agostino Giusti (1548/1615), uomo colto, appassionato di musica e di pittura, in contatto con i Medici e gli Asburgo, nonché fiduciario dei Veneziani.
L’accorpamento di vari piccoli fabbricati usati per l’attività laniera dette origine all’attuale palazzo, con due corpi laterali separati da una lunga facciata sulla via e un grande salone di rappresentanza. L’atrio d’ingresso presenta un portico a sei arcate aperte sul cortile d’onore. Oltre il cancello si intravede il lungo viale di cipressi che termina nella grotta e il mascherone scolpito nella rupe. Il Giardino Giusti richiamava molti elementi dei giardini medicei, punto di riferimento estetico delle élites colte dell’epoca.
nei Beni FAI tutto l'anno
Gratis

