“Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque”, grande retrospettiva dedicata a una delle figure più affascinanti della scultura tra Otto e Novecento. L’esposizione, aperta al Musée d’Orsay di Parigi fino all’11 gennaio 2026, è una co-produzione tra GAM | Galleria d’Arte Moderna di Milano, Musée d’Orsay di Parigi e CMS.Cultura srl, con la collaborazione del Museo del Paesaggio di Verbania, che conserva uno dei più significativi fondi dell’artista.
La tappa milanese, curata da Omar Cucciniello, presenta un’ampia ricognizione internazionale sull’opera di Paul Troubetzkoy (Intra 1866 - Pallanza 1938), scultore cosmopolita, figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana, nato sulle rive del Lago Maggiore e formatosi in Italia, parigino d’adozione, e celebre negli Stati Uniti, che ha saputo imporsi tra i ritrattisti più raffinati della Belle Époque, fino a diventare protagonista del panorama artistico internazionale, punto di riferimento per l’alta società del suo tempo.
Attraverso una selezione di ottanta opere tra sculture e dipinti, provenienti dalle più importanti collezioni italiane, europee, britanniche e americane, articolate in cinque sezioni tematiche e cronologiche, l’esposizione ricostruisce il percorso umano e artistico di Troubetzkoy: dai primi successi a Milano, dove si formò frequentando gli ambienti scapigliati, alla consacrazione internazionale grazie alla vittoria di importanti concorsi, come quello per la monumentale statua equestre dello Zar Alessandro III a San Pietroburgo, al trasferimento a Parigi, fino alla partecipazione alle grandi esposizioni americane.
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