Per iscritti FAI biglietto ridotto a 5 euro per visitare la Casa Museo di Giorgio De Chirico a Roma
DESCRIZIONE
La casa museo consente di passeggiare tra il vissuto e le opere di uno dei più importanti pittori e autori del Novecento: Giorgio de Chirico. Numerose le opere esposte, straordinari gli arredi e gli effetti personali, tra le stanze di rappresentanza e l'atelier, insolita la possibilità di entrare in un appartamento sospeso su piazza di Spagna, nel cuore di Roma.
Inaugurata il 20 novembre 1998, anniversario ventennale della scomparsa dell’artista, essa offre un’occasione unica di avvicinarsi al mondo privato e quotidiano di de Chirico, nonché di accedere al suo originale immaginario artistico, in un sorprendente e suggestivo intreccio tra arte e vita.
Il restauro degli ambienti e degli arredi, di tipico gusto anni Cinquanta, ove è stato possibile furono eseguiti con rigore filologico, secondo foto d’epoca e testimonianze storiche. I sontuosi ambienti del piano principale ci immergono in una visione rubensiana di grandi saloni di stile seicentesco, con un cospicuo numero di opere, alcune in preziose cornici dorate, tende damascate color rosso (rifatte in base a quelle originali), argenti, putti in legno, tavolini di marmo e poltroncine stile Luigi XVI. Concepita così come una suntuosa living gallery, questa rappresentò la parte più vitale della casa, vivace luogo di incontri e ricevimenti. Dipinti e sculture sono esposti secondo il progetto espositivo della Fondazione con l’obiettivo di far conoscere al pubblico i diversi soggetti e temi elaborato dal Maestro, conducendoci lungo un percorso affascinante: dalla selezione di opere degli anni ’40 e ’50 – tra le quali alcuni mirabili d’apres dai Grandi Maestri, ritratti di Isabella e autoritratti – passando per il particolare corpus delle “Vite silenti” esposte nella sala da pranzo, fino alla produzione pittorica degli ultimi dieci anni della sua carriera, il periodo cosiddetto “Neometafisico”, visibile nella parte nuova della casa acquistata verso la fine degli anni Sessanta. Infine, le sculture in bronzo, poi dorato o argentato, come presenze silenziose disseminate nei vari ambienti, raccontano i miti classici reinterpretati secondo l’immaginario dechirichiano o i personaggi della sua personale mitografia.
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