10 settembre 2026
Tante Care Cose si inserisce a pieno titolo tra le buone pratiche promosse dal FAI che si pongono l’obiettivo di integrare concretamente il concetto di sostenibilità nel nostro quotidiano, partendo da semplici scelte compiute ogni giorno. Un’opportunità per promuovere la cultura del riuso e recuperare al contempo memoria del nostro passato.
Non solo una mostra-mercato, bensì un invito a riscoprire il potere evocativo degli oggetti quotidiani, che trattengono l’anima dei luoghi e delle persone che li hanno vissuti.
A Casa Macchi sono proprio gli oggetti comuni a raccontare la storia di una famiglia: i vestiti negli armadi, la caffettiera sul fornello, le lettere nei cassetti, rimasti immobili per mezzo secolo sotto un manto di polvere, hanno conservato intatta la memoria di una casa, che si fa ritratto di un’epoca. È così che si è formato a Casa Macchi un deposito straordinario, perché autentico, integro e completo, di semplici oggetti ordinari, piccole ma preziose storie, che testimoniano la vita di una tipica famiglia italiana.
Molti sono i giovani volti che si scorgono tra gli espositori di Tante care cose. Come i marchigiani Marco Zanetti e Alice Cofanelli dello Studio Antiques Lemony di Jesi, che propongono una selezione vintage molto eclettica, con pezzi dei secoli XIX e XX provenienti da tutta Europa, dal Vittoriano al Bauhaus, dal Folk francese al Design italiano. O come Alberto Bellinzona del milanese Atelier Bellinzona, vera e propria Wunderkammer che raccoglie antichità e oggetti di modernariato, scelti secondo un’estetica massimalista, che giustappone differenti epoche e stili.
Si potranno scoprire i pezzi vintage di Gianluca Magri e Michele Praderio di Hep Vintage Club, che si richiamano alla cultura “hippie”, improntata al recupero, alla trasformazione delle cose cui regalare nuova vita, nonché al fare comunità. E ancora, vi si troveranno gli oggetti e i complementi d’arredo del negozio Da.Flea di Giulia Cribellati, che da piccola frugava nei cassetti della nonna a caccia di cose belle e che oggi racconta, con le “paccottiglie preziose” del suo scrigno milanese a NoLo, un universo di affetti e di appartenenza.
Modernariato italiano, stile provenzale francese e pop americano si fondono inoltre nello store di Simone Monsi e Jessica Pierobon di Palmira Vintage, che propongono una selezione in grado di contrastare la produzione seriale di articoli per la decorazione d’interni offrendo allo stesso tempo la possibilità anche a chi non può spendere grandi cifre di acquistare oggetti unici e di qualità. Mentre Paola Savoldi dei Magazzini Spotti a Somaglia (LO) unisce al collezionismo vintage e antiquario un laboratorio di restauro e falegnameria, per il recupero di mobili e oggetti d’arte.
Infine, Tante care cose è l’occasione per gli appassionati di musica, di spulciare tra i vinili di All Time Tone Records, una vasta raccolta di 33 e 45 giri che spaziano in tutti i generi, dal jazz, al funk/soul, al rock, al raggae, fino all’hip hop, all’elettronica e alle sonorità più sperimentali. L’atmosfera del mercato sarà inoltre accompagnata da una loro selezione musicale, rigorosamente in vinile.
Come di consueto, saranno disponibili visite guidate alla casa per scoprire alcune tracce fondamentali della sua storia: tra arredi e suppellettili, vecchie fotografie, giornali, riviste, lettere, cartoline, biancheria e corredi di nozze, Casa Macchi offre una rappresentazione autentica dei piccoli gesti quotidiani di una tipica famiglia borghese lombarda. Armadi, ante e ribalte si spalancano per rivelare le vicende, i gusti e i riti quotidiani degli abitanti di una dimora borghese tra Otto e Novecento.
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