14 settembre 2026
A Mallare, il Santuario S. Maria dell'Eremita torna alla sua comunità: il 22 agosto si è concluso il restauro delle pareti e delle volte decorate della chiesa, un intervento reso possibile anche grazie al contributo di FAI e Intesa Sanpaolo nell'ambito del programma “I Luoghi del Cuore”, oltre che al sostegno di privati, della Fondazione De Mari di Savona e al lavoro di numerosi volontari.
Un risultato che racconta una mobilitazione cresciuta censimento dopo censimento e una rete di volontari, associazioni, istituzioni e realtà locali unite dal forte senso di appartenenza a questo luogo.
Il Santuario custodisce una storia secolare: nel XIV secolo divenne la prima chiesa parrocchiale di Mallare, dedicata a Santa Maria e San Nicola, e nel corso dei secoli fu ampliato e trasformato, conservando testimonianze gotiche, barocche e neoclassiche. Una storia lunga, che si intreccia da sempre con quella della comunità che ancora oggi se ne prende cura.
Questo traguardo è il segno della costanza e della determinazione di una comunità che, per quattro censimenti consecutivi, dal 2018 al 2024, si è mobilitata nel sostenere il proprio Luogo del Cuore, fino a raggiungere i 2.637 voti della dodicesima edizione, e nella promozione di raccolte fondi che negli anni si sono affiancate al Bando, garantendo comunque la realizzazione degli interventi.
In un comune di circa mille abitanti, a questa mobilitazione si è affiancata, anno dopo anno, una rete di persone e realtà del territorio: volontari, associazioni, istituzioni e 23 attività commerciali di Mallare, dal tabaccaio alla carrozzeria, dal ristorante alla tipografia, che hanno collaborato alla promozione del Santuario e all’organizzazione delle iniziative di raccolta fondi.
Un tessuto di relazioni che dice, meglio di ogni altra cosa, quanto il senso di appartenenza a un luogo possa diventare cura condivisa.
Con il Bando 2025, il progetto candidato dalla Parrocchia per il restauro degli apparati decorativi della volta e delle pareti laterali, relativo agli ultimi due lotti della chiesa, ha ottenuto un contributo di 6.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo. L’intervento ha riguardato l’avancorpo rettangolare mediano del Santuario, un ambiente settecentesco ricco di stucchi tardo-barocchi e neoclassici e decorazioni in foglia d’oro zecchino. Il restauro si è concentrato sul recupero, il consolidamento e la pulitura delle superfici originali, con particolare attenzione alla conservazione dell’autenticità dell’opera e delle dorature. Le lacune negli intonaci e negli stucchi sono state reintegrate con materiali compatibili, mentre le decorazioni, compresi i motivi a finto marmo, sono state ritoccate secondo criteri di riconoscibilità e reversibilità. Per le parti mancanti delle decorazioni dorate è stata utilizzata una finitura in oro micaceo, senza ricorrere a nuova foglia d’oro.
L’inaugurazione del 22 agosto ha restituito così il senso di un percorso che dura da anni: un intervento concluso, ma soprattutto il risultato visibile di un impegno che ha saputo mettere insieme persone, risorse e competenze attorno a un luogo in cui Mallare continua a riconoscersi.
Il Santuario resta così al centro di una storia di appartenenza e cura che la comunità ha scelto, censimento dopo censimento, di portare avanti.
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