07 luglio 2026
La Biblioteca del Castello di Masino, notificata dal Ministero per i Beni Culturali nel 1988, comprende circa 25.000 volumi tra opere a stampa, manoscritti e periodici, databili tra il 1486 e gli anni Ottanta del Novecento. Nel programma di monitoraggio e cura costante del patrimonio librario che il FAI porta avanti da anni con il sostegno della Regione Piemonte, il progetto ha dedicato particolare attenzione alla conservazione preventiva con interventi di spolveratura e manutenzione. Queste operazioni consentono di verificare periodicamente lo stato di conservazione delle raccolte, individuare tempestivamente eventuali criticità e adottare le misure necessarie per rallentare i processi di degrado, contribuendo così a preservare più a lungo l'integrità dei volumi e a limitare il ricorso a interventi di restauro più complessi e invasivi.
Le attività hanno interessato in primo luogo la Biblioteca dello Scalone, luogo deputato alla custodia di circa 12.000 volumi: grazie ai fondi regionali, nel 2026, con la sesta tranche di interventi, si è giunti al completamento delle attività di spolveratura della parte di patrimonio librario custodito nella Sala quadrata della Biblioteca dello Scalone, proseguendo un lavoro avviato negli anni precedenti secondo una metodologia consolidata che unisce manutenzione, monitoraggio e documentazione dello stato conservativo delle raccolte.
Particolarmente significativo è stato anche l'intervento nella Galeriota, ambiente di passaggio dell’ala di ponente di collegamento alla Terrazza degli Oleandri e che conserva ancora parte del patrimonio librario storico del Castello. A Masino, infatti, i libri non sono custoditi soltanto nella Biblioteca dello Scalone, ma sono presenti anche in diversi ambienti della dimora, secondo una disposizione che riflette il carattere di casa abitata mantenuto dal FAI dopo l'acquisizione del Bene.
Sugli scaffali della Galeriota trovano posto volumi dell'Ottocento e del Novecento, tra cui numerose annate della "Revue des Deux Mondes", storica rivista fondata a Parigi nel 1829 che per oltre un secolo rappresentò uno dei principali luoghi del dibattito culturale europeo.
La loro presenza testimonia l'interesse della famiglia Valperga per la cultura internazionale e le correnti di pensiero che attraversavano l'Europa del tempo.
Gli interventi di manutenzione conservativa hanno permesso di consolidare alcune legature danneggiate e di verificare lo stato di conservazione dei volumi, contribuendo a preservare l'autenticità degli ambienti storici del Castello.
Tra gli interventi più rilevanti figura il restauro dell'atlante Ciuitates orbis terrarum, celebre opera cartografica di Georg Braun e Franz Hogenberg pubblicata tra il XVI e il XVII secolo.
L'esemplare conservato a Masino, che raccoglie i primi due tomi in un unico volume, custodisce mappe e vedute urbane di città europee ed extraeuropee, ed è una importante testimonianza di interesse storico e geografico.
Il volume presentava gravi problemi alla legatura, il dorso rovinato, la fascicolatura interna spezzata, danni aggravati dalla dimensione e peso dei volumi. L'intervento di restauro ha consentito di consolidarne la struttura, migliorarne lo stato di conservazione e renderne nuovamente possibile la consultazione in condizioni adeguate alla tutela dell'opera.
Il progetto ha previsto anche la prosecuzione delle attività di digitalizzazione del patrimonio bibliografico attraverso la riproduzione digitale del manoscritto Estratto dell'opera manoscritta e inedita di Monsignor Francesco Agostino Della Chiesa di Cervignasco, vescovo di Saluzzo nel 1660, intitolata “Descrizione del Piemonte”. L'opera, composta da 286 pagine, rappresenta una preziosa testimonianza dedicata alla storia del Piemonte, del Canavese, della Valle d'Aosta e delle famiglie nobiliari che hanno segnato il territorio. La digitalizzazione consentirà di ampliare l'accessibilità del documento e, al tempo stesso, di limitarne la movimentazione e l'usura degli originali.
Accanto alla conservazione dei materiali originali, il progetto guarda, dunque, anche alla tutela delle risorse digitali realizzate negli ultimi anni. Le campagne di digitalizzazione di volumi e del fondo iconografico hanno infatti prodotto un patrimonio di immagini e documenti che necessita di adeguati sistemi di archiviazione e sicurezza. Per questo motivo la Biblioteca e l’Archivio sono stati dotati di un nuovo supporto dedicato alla conservazione a lungo termine dei file digitali, garantendone la salvaguardia e la disponibilità per attività di ricerca, studio e valorizzazione.
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