27 agosto 2025
Ogni anno i volontari che danno vita alle Delegazioni e ai Gruppi organizzano centinaia di eventi in tutte le Regioni d’Italia per diffondere i valori della Fondazione, accompagnando le persone alla scoperta e alla conoscenza dei propri territori, con l’entusiasmo di chi lo fa per autentica passione verso il nostro straordinario Paese.
Questa missione di sensibilizzazione costituisce anche un vitale e concreto sostegno al quotidiano lavoro di restauro, conservazione e manutenzione che il FAI garantisce ai luoghi unici di cui si prende cura.
I fondi raccolti dalle Delegazioni durante le attività organizzate sul territorio vengono infatti destinati a progetti prioritari legati ai nostri Beni: nel 2025 i generosi contributi offerti ai nostri volontari saranno investiti per gli interventi di consolidamento e messa in sicurezza delle antiche strutture e nuovi allestimenti per l’ampliamento e il miglioramento dell’offerta di visita del Castello di Avio, uno dei primi Beni donati al FAI.
Fu infatti Emanuela di Castelbarco Pindemonte Rezzonico che nel 1977 decise di affidare alla giovane Fondazione un “Bene storico e artistico che valeva la pena di essere conosciuto e conservarlo per le prossime generazioni”.
A chi percorre l’autostrada del Brennero verso il confine austriaco non può sfuggire questo castello arroccato su uno sperone roccioso del Monte Vignola alle pendici della catena del Baldo. Di fronte alla sua imponente struttura fortificata si apre la Val Lagarina solcata dal fiume Adige, disegnata dai filari dei vigneti, mentre la strada si stringe verso Nord tra le montagne.
Compreso nell’ambito del sistema turistico–culturale dei castelli del Trentino, il Castello è aperto ai visitatori dal 1979, anno in cui sono terminati i primi interventi di restauro ad opera del FAI.
Nel 2023 il Castello è stato visitato da più di 42.000 persone, un record in 45 anni di apertura al pubblico.
Nonostante l’impegno profuso dal FAI dal 1977 per la conservazione del Bene, il complesso del Castello di Avio necessita di ingenti interventi di restauro, che vanno al di là delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria condotte con costanza in tutti questi anni. La motivazione è data sia dalla natura di questa antica architettura e del sito in cui è collocata, sia dai recenti eventi calamitosi, non ultimo il terremoto del 2011 con epicentro proprio ad Avio.
Il progetto – in corso – è stato finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento ed è stato avviato a fine 2023. I lavori sono realizzati per fasi successive, in modo da non interferire con le attività e gli eventi organizzati nel Bene.
Il ciclo di opere in corso, che si prevede di concludere nel 2025, include:
- Interventi di consolidamento atti a prevenire possibili distacchi sulle sommità del Palazzo Baronale e delle corti interne che lo circondano: Per poter ospitare le nuove funzioni, è necessario restaurare e consolidare le superfici e le strutture murarie del Palazzo Baronale. Si prevede di restaurare e consolidare gli orli superiori in pietra del Palazzo, naturalmente soggetti all’esposizione degli agenti atmosferici che portano a degradi biologici, fenomeni di erosione dei giunti di malta e di dissesto delle porzioni murarie, che devono esser consolidate per non incorrere in gravi rischi di sicurezza. Anche le superfici interne del Palazzo, sia quelle decorate sia quelle intonacate e in muratura, saranno messe in sicurezza, pulite e consolidate.
- Interventi finalizzati a migliorare, ampliare e razionalizzare le modalità di fruizione del Palazzo Baronale nel rispetto delle preesistenze materiche e storiche, con l’inserimento di tre impalcati lignei, in aggiunta a quelli esistenti, e l’inserimento di nuove scale che consentiranno il godimento del palazzo nella sua interezza; al piano interrato del Palazzo potranno così essere ricavati dei locali da destinare specificatamente alle attività didattiche, mentre al primo piano saranno realizzati impalcati per ampliare gli spazi e creare nuovi ambienti in cui ospitare le sale dedicate al racconto e alla valorizzazione del Castello.
Il sistema di riscaldamento, attualmente esistente solo in qualche locale del complesso, sarà aggiornato con la massima attenzione all’impatto energetico e ambientale.
I locali del Palazzo Baronale saranno dotati di un nuovo impianto di illuminazione a LED, che consente un notevole risparmio energetico ed economico.
- Interventi di consolidamento della Torre di Guardia: con un’altezza di circa 4 metri dalla parte superiore del basamento alla sommità, la Torre era in gravi condizioni di dissesto statico e di degrado materico: erano evidenti i crolli degli orli superiori degli spiccati murari, la caduta del prospetto nord e la mancanza dei giunti di malta tra i conci lapidei. Il degrado era causato sia dai fenomeni meteorologici intensi che interessano l’area sia dall’acqua che scende dal pendio alle spalle della Torre.
Ispirato ai principi cardine della conservazione, il progetto intende privilegiare il recupero delle tecniche e dei materiali tradizionali, integrandoli a soluzioni tecnologiche innovative, che permettono di intervenire nella maniera meno invasiva possibile e con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale.
Grazie di cuore a tutti i volontari delle Delegazioni e dei Gruppi che portano avanti con tanta passione, giorno dopo giorno, la missione del FAI affinché luoghi speciali come il Castello di Avio possano essere aperti per sempre e per tutti, proprio come desiderava la donatrice Emanuela di Castelbarco.
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