Il Complesso di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno sarà recuperato

Il Complesso di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno sarà recuperato

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Il Complesso di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno sarà recuperato
Dal territorio

20 ottobre 2026

Il progetto di valorizzazione del Corpo Centrale e dell’Ala Nord del Complesso di Sant’Angelo, proposto dal Comune di Ascoli Piceno, sarà realizzato grazie a fondi del Piano Nazionale Complementare e sarà sostenuto anche da FAI e Intesa Sanpaolo per una parte degli affreschi del Corpo Centrale e del Chiostro.

È iniziato il recupero di due degli edifici del Complesso di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno, luogo gravemente danneggiato dal sisma del 2016, poi abbandonato ed avulso dalla vita cittadina. L’intervento, realizzato grazie a fondi del Piano Nazionale Complementare intercettati dal Comune di Ascoli Piceno sarà sostenuto anche dal FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore” con un contributo simbolico di 10.000 euro destinato a una parte degli affreschi del Corpo Centrale e del Chiostro. Si tratta, in particolare, di un tondo al piano primo, di epoca rinascimentale, opera degli allievi di Cola Dell’Amatrice o del Maestro stesso, raffigurante una Madonna con il Bambino; una lunetta al piano terra affacciante sul Chiostro, raffigurante San Benedetto, anch’essa rinascimentale; quattro affreschi di Andrea Lilli presenti nel Chiostro, realizzati in epoca barocca. Il restauro è possibile grazie al confronto e alla collaborazione con l’Università di Camerino e con il Sestiere Piazzarola.

Il progetto, nel suo insieme, mira alla creazione di un polo scientifico e tecnologico e di spazi e laboratori dedicati all’Università di Camerino a integrazione di quelli esistenti e alla ricollocazione dell’originaria sede dell’associazione Sestiere Piazzarola.

L’obiettivo è riportare sulla collina dell’Annunziata, nel quartiere Piazzarola e in un edificio che presenta diverse stratificazioni storiche a partire dal Medioevo fino ad arrivare all’eclettismo novecentesco, una nuova vita e un nuovo rapporto tra la cittadinanza e l’edificio stesso. Il complesso è un unicum all’interno del panorama degli edifici storici cittadini, in quanto è l’unico edificio oggetto di studio e per il quale sono stati raccolti i “regesti” da parte dell’Archivio di Stato di Ascoli, riguardanti la contrattualistica medievale e rinascimentale della vita del monastero delle Benedettine, le quali avevano una fitta rete di rappresentanti territoriali a curare gli interessi del monastero, detti “sindaci”. Questa rete era in grado di competere per gestione temporale del potere cittadino con il libero Comune dell’epoca.

La partecipazione al censimento dei Luoghi del Cuore

Il complesso ex monastico Sant’Angelo Magno è stato gravemente danneggiato e reso in buona parte inagibile dal sisma del 2016 e per tale motivo era già stato votato al censimento “I Luoghi del Cuore” 2018, da 4.724 persone.
La partecipazione nel 2024, molto voluta anche dai rappresentanti del FAI locale che in questi anni hanno sempre collaborato con le istituzioni nella speranza di vedere finalmente avviato un concreto percorso di recupero e valorizzazione del complesso, si è concentrata sul chiostro, arrivato al 63° posto nazionale, con 6.996 voti ed è stato quindi possibile per il Comune candidare il progetto al Bando per la selezione degli interventi che FAI e Intesa Sanpaolo lanciano dopo ogni censimento. Il progetto è stato accolto e ha ottenuto il contributo de “I Luoghi del Cuore”.

«Il FAI ha scelto di sostenere insieme a Intesa Sanpaolo il progetto per il restauro di parte degli Affreschi del Complesso Sant’Angelo Magno sia per la sua qualità sia per il grande impegno e la capacità di fare rete della comunità locale. Nella programmazione sociale che ci sarà a seguito della riattivazione del complesso si nota un programma di rete che vede come protagonisti il Comune di Ascoli Piceno, l’Università degli Studi di Camerino ed il Sestiere Piazzarola. Siamo lieti, inoltre, che I Luoghi del Cuore abbia svolto ad Ascoli Piceno il suo ruolo fondamentale di “innesco” di una serie di effetti virtuosi, che le realtà locali hanno saputo cogliere con efficacia. Grazie alla capacità e all'intraprendenza del Sindaco Marco Fioravanti e dell’Amministrazione Comunale, si auspica che la realizzazione di questo articolato progetto di valorizzazione porti a una maggiore conoscenza del Complesso e che riporti in esso la vita dei cittadini ascolani», commenta Federica Armiraglio, Responsabile FAI per il programma “I Luoghi Cuore”.

L’Ala Nord e il Corpo Centrale del Complesso, interessati dalla ristrutturazione e rifunzionalizzazione ora in corso, in epoca medievale erano sede di un monastero di clausura di monache benedettine, passato nei secoli successivi ai monaci benedettini olivetani e ai camaldolesi, fino a diventare, in seguito all’Unità di Italia, ospedale civile della città di Ascoli Piceno. L’edificio è stato progressivamente abbandonato a seguito della costruzione del Nuovo Ospedale Mazzoni nel quartiere di Monticelli e utilizzato parzialmente dal Sestiere Piazzarola fino al 2016, anno del sisma del Centro Italia.

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