31 marzo 2026
Entrambi gli interventi artistici del progetto “Organica – Sentieri dell’arte” nel Bosco di Curadureddu (SS) nascono da un forte legame con il contesto naturale e sono orientati alla sostenibilità, grazie all’utilizzo di tecniche a basso impatto ambientale e a una concezione dell’opera come esperienza di fruizione consapevole del paesaggio.
All’interno del Bosco di Curadureddu si sviluppa il Museo Organica, un museo diffuso di arte ambientale incastonato nella splendida cornice del Parco del Limbara, uno degli ambienti naturali più suggestivi della Gallura. Nato nel 2020, è uno spazio dedicato al dialogo tra arte contemporanea, ambiente e territorio, oggi punto di riferimento per la ricerca visiva in Sardegna.
Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare il Bosco di Curadureddu in un luogo di produzione artistica e di fruizione culturale, in cui linguaggi contemporanei dialogano in modo armonico con l’ambiente.
Le installazioni costellano il parco-museo lungo un percorso immersivo tra lecci, sugherete e macchia mediterranea: un’esperienza artistica di land art a 360° gradi in cui il visitatore è portato a esplorare attivamente la biodiversità del Bosco.
Il Museo comprende anche lo Spazio CEDAP, un piccolo gioiello di architettura contemporanea progettato dall’architetto Antonello Menicucci: un ex incubatoio di trote con due sale espositive dedicate a mostre di arte e di fotografia di artisti che concentrano la propria ricerca intorno al complesso rapporto uomo/natura.
Nel 2022, grazie all’impegno del Museo Organica e al supporto dei volontari del Gruppo FAI di Olbia – Tempio Pausania, il Bosco di Curadureddu ha partecipato all’11° censimento I Luoghi del Cuore, ottenendo il 3° posto in Sardegna e il 66° a livello nazionale. Grazie a questo risultato, è stato possibile candidare il progetto “Organica – I sentieri dell’arte” al bando post censimento e ricevere un contributo di 10.000 euro per la realizzazione di due nuove opere permanenti che sono state inaugurate lo scorso primo marzo.
La prima opera è Labirinto, progetto di land art realizzato dall’artista Antonello Fresu. L’intervento consiste nella creazione di una grande struttura circolare composta da 168 tronchi per un diametro complessivo di 11 metri, collocata in una radura del bosco.
Labirinto si configura come un percorso di attraversamento e contemplazione: la forma archetipica rimanda a simbolismi universali presenti in numerose culture e invita a un tempo di riflessione in sintonia con la dimensione naturale del luogo. La visione dall’alto richiama l’immagine di un mandala vegetale, mentre gli spazi tra i tronchi introducono uno scarto percettivo che stimola una riflessione sul rapporto tra individuo, collettività e ambiente.
Antonello Fresu, psichiatra e psicanalista, attivo nella scena artistica contemporanea dal 2004, ha sviluppato una ricerca multidisciplinare che comprende video, installazioni, fotografia, performance e progetti multimediali. La sua produzione è spesso caratterizzata da una dimensione corale e da una concezione dell’arte come processo condiviso. Ha all’attivo mostre personali in Italia e all’estero.
La seconda opera è stata selezionata tramite un contest nazionale a inviti rivolto agli studenti e alle studentesse delle Accademie di Belle Arti di Milano, Roma e Sassari, con l’obiettivo di sostenere la crescita di giovani artisti emergenti e di favorire l’attivazione di reti formative e culturali.
Dodecaedro di Federica Luciani è stata scelta per la capacità di coniugare in modo convincente impianto simbolico, esperienza corporea e attenzione al contesto: l’opera è una struttura essenziale, non invasiva, che invita le persone a entrare, sostare e meditare nel Bosco di Curadureddu, attivando una relazione “non didascalica” tra uomo, natura e cosmo.
La geometria diventa un segno discreto che accompagna l’esperienza del bosco, senza invaderla né sovrapporsi al paesaggio, lasciando che siano la luce, il silenzio e la materia del bosco a completare l’esperienza. L’opera è un intervento misurato, capace di trasformare la permanenza nel bosco in un momento di quiete e consapevolezza.
Federica Luciani, laureata in Fotografia e Video all’Accademia di Belle Arti di Roma, è stata finalista al concorso Art Rights Prize 2020 e ha ideato a Roma l’installazione site-specific «Racconti sul filo» con la collaborazione degli scrittori del quartiere Quadraro. Ha partecipato alle mostre collettive: «Arte Giovane, Lazio» YAGgarage di Pescara (2023) e «Habitat» Momart Gallery di Matera (2024). Nel 2024 ha inoltre ricevuto una nomina al Fine Art Photography Awards.
Situato alle pendici del massiccio granitico del Monte Limbara, a soli 7 km dal centro abitato di Tempio Pausania, nell’entroterra della Sardegna nord-orientale, il Bosco si caratterizza per la presenza di macchia mediterranea, lecci, querce, orchidee selvatiche rarissime e una pineta artificiale a pino domestico, recentemente diradata per dare spazio al soprassuolo arbustivo. Nel Bosco sono presenti numerosi percorsi escursionistici del CAI, gestiti dall’Ente Foreste, il “Centro di ripopolamento mufloni e fauna selvatica” e il relativo “Centro faunistico attrezzato”. La parte naturalisticamente più importante e scenografica è rappresentata dal Rio Pisciaroni che forma delle suggestive piscine naturali tra massi granitici levigati ed arrotondati.
«Per la nostra comunità, vedere questo bene riconosciuto come Luogo del Cuore del FAI è un segnale di grande valore: significa che la tutela e la valorizzazione del patrimonio non riguardano solo i grandi centri, ma anche i territori periferici, e ancor più una regione come la Sardegna. Il fatto che una realtà autorevole e nazionale come il FAI dedichi qui il suo sguardo e la sua attenzione è un riconoscimento importante per la Gallura: per la ricchezza, l’unicità e la fragilità del suo patrimonio naturalistico, che merita cura, rispetto e progettualità. È un risultato che ci onora e, insieme, ci impegna a continuare a costruire alleanze e responsabilità condivise, perché questi luoghi restino vivi e accessibili, oggi e per le generazioni future», Gianni Addis sindaco di Tempio Pausania / Ass. Vargiu
«Per il Bosco di Curadureddu essere Luogo del Cuore del FAI è un segnale autorevole che accende attenzione nazionale su un contesto naturale periferico e prezioso, confermando che anche qui si può produrre cultura, cura e responsabilità condivisa. Il supporto del FAI rappresenta per il nostro Museo molto più di un contributo alla realizzazione di nuove opere. Per una realtà come la nostra, collocata in un contesto periferico e immerso nella natura, lontano dai luoghi dell’abitare e dai circuiti più visibili, essere riconosciuti come interlocutori credibili e come soggetto attivo nella produzione culturale è un passaggio di grande valore: un incoraggiamento e insieme un impegno. Quando il FAI sceglie di accompagnare un progetto contribuisce a costruire alleanze, a mobilitare partecipazione e un senso di appartenenza attorno a un patrimonio che è di tutti», Giannella Demuro, direttrice Museo Organica
«Come in altre passate occasioni, è una gioia vedere l’importante traguardo raggiunto grazie al censimento dei Luoghi del Cuore e inaugurato oggi. Si tratta di collaborazioni virtuose che portano alla valorizzazione dei territori, in questo caso tramite i gesti artistici dell’artista Antonello Fresu - l’opera Labirinto - e di Federica Luciani, giovane studentessa di A.B.A. Roma, presente con il suo Dodecaedro. Grazie al FAI, al censimento dei Luoghi del Cuore, alla partnership con Intesa Sanpaolo e al lavoro di Tramedarte le due opere sono oggi visibili lungo i Sentieri dell’Arte nel magico bosco di Curadureddu, sul Monte Limbara, dove il Museo Organica ha la sua sede dalle linee essenziali che lo rendono parte integrante del suggestivo contesto paesaggistico», Monica Scanu, Presidente Regionale FAI Sardegna e Vanni Bionda, Capogruppo FAI di Olbia - Tempio Pausania
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