29 luglio 2026
Il cantiere per la realizzazione del “Padiglione Ennio Brion” è stato avviato all’inizio del 2026: una villetta anonima, costruita negli anni Duemila, come se ne trovano tante ai limiti dei centri urbani, è stata acquistata dal FAI affinché diventi un punto di accoglienza per il pubblico in costante crescita al Memoriale Brion a San Vito d’Altivole (TV), capolavoro dell’architettura moderna di Carlo Scarpa e Bene della Fondazione dal 2022.
Situato in un punto strategico all’inizio del viale dei cipressi che conduce al cimitero, e che lo stesso Carlo Scarpa aveva pensato come il percorso di accesso, l’edificio si sviluppa su tre livelli, di cui due fuori terra, ognuno ampio circa 300 mq. Il progetto prevede di mantenere la struttura del fabbricato, senza ulteriore consumo di suolo né eccessive demolizioni, di modificarlo nelle parti esterne e di rifunzionalizzarlo all’interno.
I materiali utilizzati sono volutamente semplici e non rifiniti: mattoni e cemento a vista si accompagnano a grandi finestre in legno di rovere e tipici pavimenti alla veneziana all’interno, creando un legame tra modernità e tradizione.
«Un’architettura di passaggio, il più possibile priva di enfasi e capace di una raffinatezza silenziosa, per instaurare una relazione non di competizione, ma di rispettoso dialogo con il monumento», per citare le parole che l’architetto Michele De Lucchi, fondatore dello studio AMDL Circle, ha utilizzato per raccontare il suo progetto.
La copertura ospiterà dei pannelli fotovoltaici, grazie a cui sarà soddisfatto circa il 60% del fabbisogno energetico dell’edificio, con un risparmio di quasi 6,2 tonnellate di CO₂ all'anno. Le murature perimetrali ospiteranno dei grandi serramenti in legno ad alta prestazione, elementi essenziali del progetto che daranno luminosità agli interni e permetteranno di far dialogare l’edificio con l’esterno. In legno saranno anche tutti gli arredi e i mobili su misura degli ambienti interni. Le murature esterne sono caratterizzate dalla finitura a “sagramatura”: una tecnica tradizionale di protezione delle murature, molto utilizzata in Veneto, composta da una malta molto leggera di cocciopesto, realizzata in questo caso frantumando anche i mattoni ricavati dalle demolizioni.
Grazie ai tanti italiani che hanno deciso di destinare il 5x1000 al FAI inserendo il codice fiscale 80 10 20 30 154, è stato possibile realizzare la prima parte di opere edili di demolizione delle partizioni interne e di apertura delle grandi superfici finestrate, e di avviare la realizzazione del sistema impiantistico elettrico, idrico e di sicurezza a servizio del Padiglione.
I lavori sono ancora in corso e termineranno a novembre, con l’inaugurazione anche delle aree esterne, dove sarà realizzata una grande scalinata, l’agorà, che darà l’accesso al piano interrato, in cui i visitatori troveranno un’ampia sala con un video racconto su Carlo Scarpa e sul Memoriale Brion. L’agorà non è solo un elemento di connessione ma anche un luogo destinato alla comunità per assistere a eventi e incontri all’aperto, sopra il quale correrà una passerella sospesa di ingresso al piano terreno.
L’edificio sarà “incorniciato” da un filare di cipressi, simbolo paesaggistico fortemente riconoscibile in grado di collegare visivamente e simbolicamente il Padiglione al monumento di Scarpa.
Firmare e inserire il codice fiscale del FAI 80 10 20 30 154 nelle caselle Finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei Beni culturali e paesaggistici e nella casella Sostegno agli Enti del Terzo Settore è un gesto semplice, che non costa nulla, ma che vale molto: anche grazie al 5x1000 riusciremo, infatti, a inaugurare a novembre 2026 il Padiglione Ennio Brion, architettura semplice che avrà il compito di connettersi a un capolavoro del Novecento e di divenire anche un centro di rigenerazione del territorio, in grado di accogliere la comunità con iniziative ed eventi dedicati e di raccontare ai cittadini d’Altivole, e di tutto il mondo, la misticità di questo luogo: l’armonia, la pace e il silenzio nascosti a pochi passi dal traffico della strada provinciale, in fondo al viale dei cipressi.
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