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A Villa Panza un docufilm sulla figura di Giuseppe Panza di Biumo

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A Villa Panza un docufilm sulla figura di Giuseppe Panza di Biumo
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25 febbraio 2021

Con il riallestimento di Villa e Collezione Panza a vent’anni dalla sua apertura al pubblico, il percorso di visita si arricchisce di un video documentario sulla figura di Giuseppe Panza, mentre tornano finalmente in sede dopo 15 anni i monumentali “Stable Paintings” di Phil Sims.

Nel 2020, in occasione del ventennale dall’apertura al pubblico di Villa e Collezione Panza a Varese e a dieci anni dalla morte del grande collezionista, il FAI ha presentato l’allestimento integrale della collezione permanente, eseguito secondo i criteri museografici indicati da Giuseppe Panza al momento della sua donazione al FAI nel 1996 e arricchito dalle opere che nel tempo sono entrate a far parte di questo patrimonio, grazie alla generosità degli artisti che hanno donato i loro lavori e all’impegno della Fondazione, che negli anni ha concepito e curato le attività della Villa nel solco tracciato dal suo donatore.

Dalla regolare riapertura al pubblico - avvenuta giovedì 4 febbraio 2021 - due sono le novità ad attendere il pubblico: l’integrazione nel percorso di visita di un importante video documentario sulla figura di Giuseppe Panza e il ritorno in sede dopo 15 anni dei monumentali “Stable Paintings” di Phil Sims.

Panza. Remember That Name

Per approfondire e celebrare la figura di colui che diede vita a questa imponente collezione d’arte nota in tutto il mondo, è stata inserita nel percorso espositivo una versione aggiornata del documentario Panza. Remember That Name (durata 30 minuti) realizzato nel 2013 da Simone Pera e Alberto Saibene per il FAI in collaborazione con l’Archivio Panza di Mendrisio. Per renderne la visione maggiormente fruibile, il FAI ha dedicato alla proiezione un’apposita sala al piano nobile, restaurata e riallestita per questa funzione.

Il video racconto è frutto di una paziente ricerca tra archivi fotografici, solo in parte editi, e audiovisivi, tra cui spicca un ritratto che la televisione francese dedicò a Giuseppe Panza negli anni Settanta, e di molte testimonianze come quelle di Arturo Schwarz, Germano Celant, Angela Vettese, Michael Govan, Giorgio Zanchetti, Giovanna Panza di Biumo ed Hélèn de Franchis. Questo alternarsi di interviste, immagini e riprese documenta, progressivamente, la nascita della Collezione, l’amicizia di Giuseppe Panza con Leo Castelli, le sue prime incursioni nella New York degli anni Sessanta, i pioneristici viaggi in California alla ricerca dell’arte ambientale, fino all’ultima parte della sua raccolta di arte organica e monocromatica, circoscrivibile agli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso.

Nel 2020, per questo speciale anniversario, il FAI ha voluto integrare questa sequenza con interviste ad artisti come James Turrell, uno dei pionieri dell’Arte ambientale californiana, a Giuseppina Panza, figlia del collezionista, e a Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo del FAI, con l’intento di delineare attraverso il loro racconto la storia della casa e di una famiglia che, a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, visse al centro dello scenario artistico contemporaneo, e di documentare al contempo l’attività del FAI dal 2000 a oggi.

Phil Sims e Giuseppe Panza di Biumo

Inoltre, nella Scuderia Grande saranno nuovamente esposti, dopo 15 anni di assenza, gli imponenti “Stable Paintings”, una grandiosa opera site specific composta di cinque grandi tele monocrome, realizzata nel 1995 da Phil Sims (Richmond, California 1940) e indissolubilmente legata alle vaste ampiezze e alla monumentalità dell’ambiente.

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