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Phil Sims e gli Stable Paintings a Villa e Collezione Panza

Phil Sims e gli Stable Paintings a Villa e Collezione Panza

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Phil Sims e gli Stable Paintings a Villa e Collezione Panza
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24 febbraio 2021

A Villa e Collezione Panza, dopo 15 anni di assenza, sono nuovamente esposti nella Scuderia Grande gli imponenti “Stable Paintings”, una grandiosa opera site specific composta di cinque grandi tele monocrome, realizzata nel 1995 da Phil Sims.
«I suoi quadri non hanno un colore, sono colore». Erich Franz, 2006.

Phil Sims e il colore

Phil Sims (Richmond, California, 1940) è oggi considerato uno dei più grandi pittori coloristi contemporanei. Nasce a Richmond, in California, nel 1940 da una famiglia di agricoltori; negli anni Sessanta si forma al San Francisco Art Institute e, prima di dedicarsi alla pittura, svolge il mestiere di vasaio realizzando opere in ceramica. Tra il 1968 e il 1970 viaggia in Europa, Medio Oriente e India e, tra il 1970 e il 2000, si trasferisce prima a San Francisco, poi a New York e in New Mexico. Oggi vive e lavora negli Stati Uniti.

Il colore è da sempre un tema centrale nell’elaborazione creativa dell’artista e, se nelle sue innumerevoli nuances cromatiche si ispira alla pittura europea del XV, XVI e XVII secolo con una particolare predilezione per Piero della Francesca, Tiziano e Rubens, nella gestualità richiama gli artisti americani dell'Espressionismo Astratto.

Sims compone opere apparentemente in un solo colore, e quindi solitamente descritte come monocrome; tuttavia nella composizione pittorica dispone differenti pigmenti che applica in un ripetuto processo di combinazione di pigmenti sottili e opachi, applicati con pennelli larghi e morbidi che spesso lasciano delle pennellate visibili e gestuali. L’artista sovrappone dai 40 ai 60 strati alternando stesure orizzontali e verticali in cui ogni tono è scelto in risposta allo strato immediatamente sottostante. Questo processo di combinazioni di tinte prosegue finché la somma di tutte le tonalità non porta ad ottenere una superficie omogenea. Il colore finale dunque emerge dalle profondità di tutti gli strati di pittura, cattura la luce che cade sulla superficie pittorica, la assorbe e la irradia in tutta la tela. Il modo in cui viene applicata la vernice, il ritmo delle pennellate, le proporzioni in cui i pigmenti si mescolano, la viscosità della vernice stessa, hanno così l'effetto di intensificare visivamente le cromie trasformandole nella sostanza stessa dell'immagine.

Phil Sims e le opere site-specific

Esiste tuttavia un’altra componente essenziale nell’elaborazione creativa dell’artista ovvero la relazione che si sviluppa tra la tela e i luoghi in cui è allestita. Sims infatti tende a realizzare opere site-specific o site-conditioned. Nei suoi lavori infatti gli ambienti e le opere entrano in un rapporto dialettico: le aree dipinte hanno un'influenza definitoria sul muro che al contempo impatta sulla tela. Anche il ritmo con cui le tele sono esposte è cruciale nella progettazione di un ambiente o di una sala espositiva; tuttavia non è solo la dimensione dell’ambiente in relazione con quella della tela che interessa l’artista, ma piuttosto - e soprattutto - la scelta del colore, che scaturisce a partire dalle condizioni di luce disponibili. Per questa ragione è necessario muoversi intorno all’opera per cercare il punto in cui le pennellate scompaiono dissolvendosi in una superficie che appare luce colorata.

Phil Sims e Giuseppe Panza di Biumo

Giuseppe Panza di Biumo inizia a collezionare le opere di Phil Sims intorno agli anni Novanta all’interno di quelle ricerche monocromatiche in cui il colore «diventa lo scopo fondamentale ed esclusivo» (G. Panza, 2003). Negli anni successivi si dedica a rendere note le ricerche dell’artista includendo i suoi dipinti in una lunga serie di operazioni di divulgazione, comodati d’uso e mostre temporanee, spesso in edifici antichi, come per il progetto espositivo a Palazzo delle Albere a Trento nel 1996, al Museo di Palazzo Ducale a Gubbio del 2003 o per il Palazzo Ducale di Sassuolo in cui la mostra Monochromatic Light del 2001 si concretizza nel 2005 in una donazione permanente.

A Villa Panza, donata al FAI da Giuseppe e Giovanna Panza di Biumo nel 1996, le sue opere sono esposte in diversi ambienti: nella sala biliardo a piano terra si trovano quattro lavori degli anni 1985, 1986, 1991 e 1992 che, con le loro intense cromie ispirate dal mondo della natura, interagiscono armoniosamente con gli elementi architettonici e decorativi della stanza e con l’ambiente esterno. Altri lavori sono all’ingresso primo piano, nella stanza adiacente e infine nello studio di Giuseppe Panza al primo piano lato nord.

Per Villa Panza Phil Sims realizza poi anche Stable Paintings, un ciclo di cinque grandi tele monocrome (Cat. #259, #260, #261, #262, #263, 1995, olio su lino, 365x279,4 cm ciascuna tela) ispirato ai colori della Madonna del Parto di Piero della Francesca (1455 circa). In questi cinque lavori l'alternanza tra porzioni di colore riflettente e porzioni di profonda intensità cromatica dà origine a una tonalità calma e densa e a una struttura materica più omogenea, intrinsecamente ruvida e leggermente porosa percepibile non tanto nella pennellata quanto nella texture che appare sullo strato superficiale della composizione pittorica. Tuttavia il colore, se colpito dalla luce naturale, rivela numerose “tonalità luminose”. Questo ciclo di lavori è un site-specific indissolubilmente legato alle vaste ampiezze e alla monumentalità dell’ambiente della Scuderia Grande dove la luce naturale, che filtra dalle finestre, accende i colori che, spogliati di qualsiasi altro punto di riferimento, determinano un forte impatto emotivo sull'osservatore.

«Sims ci fa riflettere come con il colore si esprime tutto, la bellezza della natura, le condizioni più nascoste della nostra coscienza e della nostra sensibilità.» Giuseppe Panza di Biumo, 2003

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