
Questo sito ha beneficiato di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per interventi di valorizzazione delle superfici boscate del Dosso di Lavedo e per la riqualificazione della strada di accesso

Villa del Balbianello è un Bene FAI aperto al pubblico tutto l’anno.
In occasione delle Giornate FAI, la Villa sarà aperta dalle ore 10:00 alle ore 18:00, con prenotazione online obbligatoria.
La prenotazione online riguarda esclusivamente l’accesso al giardino, inclusi la Loggia Durini e alle aree dei film, che potranno essere visitati in autonomia con contributo minimo.
La prenotazione online non comprende la visita agli interni della Villa.
Gli ingressi saranno contingentati. L’ultimo accesso alle aree esterne è previsto alle ore 17:00.
Gli interni della Villa sono visitabili esclusivamente con visita guidata, della durata di circa 50 minuti, riservata agli iscritti al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e a chi sceglierà di iscriversi o rinnovare l’iscrizione in loco.
La visita guidata agli interni non è prenotabile online: i posti potranno essere riservati esclusivamente sul posto, il giorno della visita, fino a esaurimento della disponibilità.
Le ultime visite guidate agli interni sono previste, secondo disponibilità, alle ore 16:30.
Per chi desidera visitare anche gli interni della Villa, consigliamo di arrivare entro le ore 15:30.
Villa del Balbianello is a FAI property open to the public throughout the year.
On the occasion of the FAI Days, the Villa will be open from 10:00 am to 6:00 pm, with mandatory online booking.
Online booking covers access to the gardens,including the Loggia Durini and the areas film locations. These areas can be visited independently with a minimum contribution.
Online booking does not include access to the interiors of the Villa.
Admission will be limited. The last admission to the outdoor areas will be at 5:00 pm.
The interiors of the Villa can be visited exclusively on a guided tour, lasting approximately 50 minutes, and reserved for members of FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano and for visitors who choose to join or renew their membership on site.
Guided tours of the interiors cannot be booked online: places may only be reserved on site on the day of the visit, subject to availability.
The last guided tours of the interiors will take place, subject to availability, at 4:30 pm.
Visitors wishing to see the interiors of the Villa as well are advised to arrive by 3:30 pm.
Su una penisola da cui si godono scorci incantati del Lario, una delle dimore più celebri e scenografiche del lago di Como, dotata di uno stupefacente giardino e abitata nei secoli da letterati, mecenati e viaggiatori. Lasciata in eredità al FAI da Guido Monzino, nel 1988
Dalla punta della piccola penisola boscosa di Lavedo, Villa del Balbianello si affaccia elegantemente sulle acque del lago di Como. Sin dal XIII secolo qui sorgeva un convento francescano, trasformato alla fine del Settecento dal cardinale milanese Angelo Maria Durini in un ritiro di delizia e di svago letterario: fu lui a commissionare la costruzione della luminosissima Loggia panoramica. Nei secoli la Villa fu residenza di famiglie protagoniste del Risorgimento, come i Porro Lambertenghi e gli Arconati Visconti, fino ad arrivare alla filantropa e mecenate Marie Peyrat e successivamente al generale americano Butler Ames. Nel 1974 venne acquistata dall'imprenditore, collezionista ed esploratore Guido Monzino, che alla sua morte la donò al FAI (1988).
Monzino trasformò la dimora in un rifugio dove conservare con ordine e gusto i ricordi di una vita avventurosa che lo condusse, primo italiano, in cima all'Everest. La sua vita quotidiana e le fortunate gesta sono testimoniate dagli ambienti interni, che ospitano arredi francesi del Settecento, collezioni d'arte extraeuropea, raccolte di argenti e ceramiche, dipinti su vetro e arazzi di Beauvais. Nel sottotetto è allestito il Museo delle Spedizioni, con bandiere, foto, reperti etnografici e la più grande collezione di avori Inuit fuori dalla Groenlandia, oltre alla slitta usata per la spedizione al Polo Nord del 1971. Per volontà del donatore, dal 1988 la Fondazione ha preso in carico la gestione della Villa, preservandone lo spirito che rivive anche nello stupefacente giardino: un tracciato che spazia tra ardite potature e scorci romantici, viali fiancheggiati da statue, terrazze panoramiche e fioriture. La Loggia, cuore scenografico del complesso, accoglie la Sala della Musica e la Biblioteca, dove si conserva il fondo librario alpinistico e geografico di Monzino. La bellezza e la meraviglia di questo luogo, cui si può accedere anche via lago, sono state la chiave che ha spinto molti registi di Hollywood ad ambientare qui celebri saghe, come quelle di Star Wars e 007.
Mondo Turistico
Italiano e Inglese

Dalla punta della piccola penisola boscosa di Lavedo, Villa del Balbianello si affaccia elegantemente sulle acque del lago di Como. Sin dal XIII secolo qui sorgeva un convento francescano, trasformato alla fine del Settecento dal cardinale milanese Angelo Maria Durini in un ritiro di delizia e di svago letterario: fu lui a commissionare la costruzione della luminosissima Loggia panoramica.
Nei secoli la Villa fu residenza di famiglie protagoniste del Risorgimento, come i Porro Lambertenghi e gli Arconati Visconti, fino ad arrivare alla filantropa e mecenate Marie Peyrat e successivamente al generale americano Butler Ames. Nel 1974 venne acquistata dall’imprenditore, collezionista ed esploratore Guido Monzino, che alla sua morte la donò al FAI (1988).
Monzino trasformò la dimora in un rifugio dove conservare con ordine e gusto i ricordi di una vita avventurosa che lo condusse, primo italiano, in cima all’Everest. La sua vita quotidiana e le fortunate gesta sono testimoniate dagli ambienti interni, che ospitano arredi francesi del Settecento, collezioni d’arte extraeuropea, raccolte di argenti e ceramiche, dipinti su vetro e arazzi di Beauvais. Nel sottotetto è allestito il Museo delle Spedizioni, con bandiere, foto, reperti etnografici e la più grande collezione di avori Inuit fuori dalla Groenlandia, oltre alla slitta usata per la spedizione al Polo Nord del 1971.
Per volontà del donatore, dal 1988 la Fondazione ha preso in carico la gestione della Villa, preservandone lo spirito che rivive anche nello stupefacente giardino: un tracciato che spazia tra ardite potature e scorci romantici, viali fiancheggiati da statue, terrazze panoramiche e fioriture.
La Loggia, cuore scenografico del complesso, accoglie la Sala della Musica e la Biblioteca, dove si conserva il fondo librario alpinistico e geografico di Monzino. La bellezza e la meraviglia di questo luogo, cui si...
La maestria nell’arte topiaria dei giardinieri della Villa, che si esprime in ardite potature come quella 'a ombrello' del grande leccio, realizzata con...
Il brivido delle imprese alpinistiche di Guido Monzino, raccontate attraverso gli affascinanti cimeli del piccolo museo da lui voluto e allestito nella...
La monumentale struttura ad archi, inverdita da uno stupefacente Ficus Repens e decorata con una rosa dei venti intarsiata nel pavimento per orientare...
Per mantenerlo intatto e curarlo in modo adeguato, questo luogo - come tutti gli altri salvati dal FAI - necessita di un’attenta manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, e periodici interventi di restauro. Inoltre, i costi di gestione che permettono l’apertura al pubblico sono significativi. Per questo abbiamo bisogno di un aiuto concreto da parte di chi, come noi, vuole mantenere vivi per sempre luoghi unici e speciali.
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