Il sentiero delle lavandaie di Pretola, chiamato anche la corta, fu per secoli l'unico collegamento tra il centro storico di Perugia e il fiume Tevere. É un tracciato pedonale molto antico e lo si trova citato in una decisione del Consiglio della città del 1299; è stato utilizzato fino alla metà degli anni '60. Ogni domenica, lungo questa strada, si potevano incontrare le lavandaie del paese di Pretola che raggiungevano la città per ritirare i panni da lavare delle famiglie o delle istituzioni cittadine. Il sentiero parte poco prima della Chiesa di San Bevignate, in corrispondenza della Porta dei Leoni, a sinistra; poi procede costeggiando il Fosso del Camposanto, attraversando paesaggi agrari e boschivi ricchi di memorie, fino ad arrivare al molino e alla Torre Medioevale di Pretola, lungo il Tevere. Recentemente il percorso si è arricchito del Sentiero immersivo delle Lavandaie di Pretola, realizzato dall’Ecomuseo del Tevere per restituire voce e memoria ai luoghi attraversati. Lungo il cammino, attraverso il proprio smartphone, il visitatore può accedere a racconti, testimonianze, immagini, video e ricostruzioni sonore legati ai luoghi in cui si svolgevano la vita e il lavoro delle lavandaie. Ad accompagnare il visitatore è Elda Giovagnoni, una delle ultime testimoni della tradizione delle lavandaie di Pretola, la cui voce conduce alla scoperta del bucato lungo il Tevere, del lavoro delle donne, dei carrettieri e delle altre attività legate al fiume e alla comunità. L’esperienza, liberamente accessibile, permette così di percorrere l’antico sentiero non soltanto come itinerario storico e naturalistico, ma come percorso nella memoria della comunità di Pretola e del suo rapporto con il Tevere.
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