SANTA MARIA LA GRECA

PUTIGNANO, BARI

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SANTA MARIA LA GRECA

La Chiesa Rettoria di Santa Maria la Greca non è semplicemente un contenitore sacro ma una macchina del tempo culturale, un luogo dove il Medioevo dei Cavalieri di Malta e il mecenatismo dei Carafa sono stati "ridisegnati" dalla grande onda del Barocco settecentesco in terra pugliese. Situata sull'omonima via che qui si allarga, custodisce un patrimonio di fede, storia, arte e cultura di grande valore e nel corso dei secoli è divenuta il secondo centro della vita religiosa di Putignano, dopo la Chiesa Matrice di San Pietro. Le prime evidenze documentarie risalgono al 1365. L'edificio sorgeva extra moenia ed era caratterizzato da una volumetria legata prima alla committenza dei Cavalieri di Malta e, nel XVI secolo, a quella della famiglia Carafa. Nel 1771 l’originaria configurazione a tre navate viene radicalmente modificata con l'innesto di un volume a pianta a croce greca sormontato da una cupola centrale, l’inserimento degli altari policromi e la costruzione dell’imponente facciata. Tra le importanti opere medievali custodite nella chiesa c’è il Reliquiario d’argento con un frammento del cranio di Santo Stefano protomartire e l'icona della Madonna Odigitria. Furono trasferiti a Putignano dall’abbazia di Santo Stefano a Monopoli nel 1394, grazie all'intervento dei Cavalieri Gerosolimitani per proteggerli dalle incursioni dei pirati saraceni. Questo trasferimento segna un momento fondamentale per la storia di Putignano perché il 26 dicembre (S. Stefano) con la Festa delle propaggini, inizia formalmente il Carnevale, uno dei più antichi d’Europa. Al mecenatismo dei Carafa risale il raro Compianto ligneo collocato nel livello superiore della chiesa alla sommità di una doppia scalinata. È l'ultimo sopravvissuto di una dinastia lignea tardo medievale. Non è una semplice Pietà ma una Vesperbild, l’iconografia nordeuropea nata per accendere la meditazione all'ora del tramonto. Sullo stesso livello della chiesa sopravvive anche un frammento dell’antico pavimento settecentesco di maioliche di scuola napoletana. Nel 1899 viene ricostruita la torre campanaria e oggi, nonostante i lavori di restauro realizzati negli ultimi decenni, questo importante patrimonio rischia di essere compromesso se non si interviene con ulteriori lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Foto di Luigi Bruno.

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