PONTE SAN MICHELE

PADERNO D'ADDA, LECCO

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PONTE SAN MICHELE

Un gigante d’acciaio sospeso sull’Adda, simbolo dell’ingegno italiano e del paesaggio culturale del medio corso del fiume. Il Ponte San Michele – o Ponte di Paderno – è uno dei più straordinari manufatti dell’ingegneria italiana dell’Ottocento. La sua grande arcata metallica, che scavalca la gola dell’Adda a quasi 85 metri, è diventata un’icona del paesaggio lombardo: un segno elegante che dialoga con la natura e con la storia industriale del territorio. Inaugurato nel 1889, stupì per la modernità della struttura chiodata e per la leggerezza visiva, descritta allora come “un lavoro di sottili vimini”. La nascita di un capolavoro Nella seconda metà dell’Ottocento la Lombardia era in pieno fermento industriale. Le attività lungo l’Adda crescevano rapidamente, ma i collegamenti erano insufficienti: il fiume rallentava i traffici e la rete ferroviaria non bastava più. Serviva un nuovo attraversamento capace di collegare Brianza e Bergamo e sostenere l’economia del territorio. Nel 1886 la Società Nazionale delle Officine di Savigliano presentò un progetto rivoluzionario: un grande arco metallico di 150 metri di luce, il primo in Italia e uno dei più arditi al mondo. A firmarlo fu Julius Röthlisberger, ingegnere svizzero e pioniere delle nuove teorie di calcolo. Il ponte venne costruito in soli 18 mesi, tra il 1887 e il 1889, con materiali provenienti da tutta Europa e grazie al lavoro di quasi 500 operai. La struttura è a doppio uso: la ferrovia corre all’interno dell’ossatura metallica, mentre la strada provinciale si trova sopra. Interamente chiodato e privo di saldature, è un esempio magistrale dell’ingegneria ottocentesca: solido, funzionale e sorprendentemente leggero alla vista. Un ponte dentro un paesaggio culturale unico Il Ponte San Michele è il fulcro di un paesaggio culturale unitario, dove natura, archeologia industriale e spiritualità si intrecciano. Dalla sua sommità si apre uno dei panorami più suggestivi della Lombardia, con una vista emozionante sulla gola dell’Adda. Nel raggio di pochi chilometri si trovano il Traghetto Leonardesco, la Diga di Robbiate, le centrali Bertini e Semenza, l’incile del Naviglio di Paderno, la Madonna della Rocchetta, la Chiesetta di Santa Maria Addolorata e lo Stallazzo. Il ponte è inoltre parte dell’Ecomuseo Adda di Leonardo, che valorizza il rapporto storico tra uomo, acqua e paesaggio. Un valore riconosciuto e una sfida attuale Nel 2017 è stato avviato l’iter per la candidatura del Ponte San Michele a Patrimonio UNESCO nell’ambito dei siti di archeologia industriale, riconoscendone il valore internazionale. Il percorso si è interrotto con la prospettiva di un nuovo ponte in affiancamento, ritenuta non compatibile con i requisiti di integrità paesaggistica. Oggi il territorio discute il futuro del ponte e del nuovo attraversamento dell’Adda: molte amministrazioni e associazioni sostengono la necessità di preservare il San Michele per l’uso ferroviario e ciclopedonale, collocando un nuovo ponte viario in una posizione meno impattante. Il dibattito testimonia quanto il ponte sia un bene vivo, identitario e centrale per le comunità del medio Adda.

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