Il cuore del Bernareggi batte tra le mura dell’antico Palazzo Vescovile, affacciato su Piazza Duomo, al centro della Bergamo Alta. L’edifico è tornato a nuova vita dopo un lungo restauro, che ha riportato alla luce domus romane, mura medievali e affreschi rinascimentali. Nelle sue sale sono esposte più di settanta opere, firmate da nomi che hanno fatto la storia dell’arte: da Lorenzo Lotto a Giovan Battista Moroni, da Evaristo Baschenis a Giacomo Manzù. Fulcro del percorso, l’Aula Picta: l’antica sala delle udienze del Vescovo, affrescata nel XIII secolo su tutte e quattro le pareti, dove scene della vita di Cristo convivono con visioni escatologiche e bestiari medievali.
Nel Battistero della Cattedrale, situato a pochi passi, architettura e liturgia si fondono, tra il brusio della piazza e il silenzio del rito. Uno spazio piccolo ma ricco di significati, dove l’esperienza della visita si trasforma in contemplazione. L’edificio, riedificato nelle forme attuali alla fine dell’Ottocento, custodisce all’interno otto rilievi marmorei, capolavoro di Giovanni da Campione, che ripercorrono la vita di Cristo. All’esterno, nei pilastri angolari, le Virtù sostengono idealmente la cupola, in un gesto che unisce terra e cielo.
L’Antica Cattedrale paleocristiana si trova sotto l’attuale Duomo di Sant’Alessandro. Grazie agli scavi archeologici condotti tra il 2004 e il 2012, è oggi visitabile un’area che restituisce le tracce della prima Cattedrale di Bergamo, eretta nel V secolo e dedicata a San Vincenzo. Lungo il suggestivo percorso si incontrano i resti dell’edificio sacro, ma anche parti di domus romane, botteghe e pavimentazioni antiche. Alle spalle dell’iconostasi affrescata, alcune sale ospitano il tesoro liturgico del Duomo, con oreficerie e paramenti sacri.
Infine, l’Oratorio di San Lupo, situato sulla via verso la Città Bassa, rappresenta l’ultima tappa del percorso. Edificato tra XVI e XVII secolo, custodisce affreschi settecenteschi, che decorano la volta e le pareti. L’aula unica, arricchita da matronei e arcate sovrapposte, crea un’atmosfera intima e raccolta, oggi resa ancora più viva dall’uso dello spazio per esposizioni d’arte contemporanea e iniziative culturali. L’Oratorio diventa così un ponte tra memoria religiosa e arte attuale, offrendo un dialogo continuo tra passato e presente.