MONASTERO BENEDETTINO DI SAN MICHELE ARCANGELO

MAZARA DEL VALLO, TRAPANI

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MONASTERO BENEDETTINO DI SAN MICHELE ARCANGELO

Il più antico monastero della città di Mazara del Vallo fu fondato nel 1124 nel rione della Giudecca, nel centro urbano, tra l’antica sinagoga e il quartiere ebraico. Il quasi millenario Monastero di San Michele, destinato a fanciulle di nobile famiglia e luogo di intensa spiritualità, fu istituito dall’ammiraglio del gran conte Ruggero, Giorgio d’Antiochia. Intorno al 1626, con l’aumento delle monache, si decise la costruzione di una nuova chiesa sotto il vescovado del cardinale Giandomenico Spinola. I lavori iniziarono nel dicembre 1627 sotto l’abbadessa Donna Sigismonda Nachone e si conclusero nella seconda metà del XVIII secolo. La chiesa fu consacrata il 23 gennaio 1679 dal vescovo Giuseppe Cigala. L’interno è costituito da un’ampia aula basilicale arricchita da circa venti statue in stucco, opera di Bartolomeo Sanseverino, raffiguranti virtù teologali, cardinali e monastiche. Sei altari in marmi policromi si distribuiscono nelle cappelle laterali e nel presunto transetto. L’altare maggiore, di grande pregio, è rivestito di diaspri siciliani e pietre dure, con un tabernacolo in lapislazzuli. Il pavimento maiolicato, realizzato da maestranze trapanesi, presenta motivi floreali e geometrici dai colori vivaci. L’apparato decorativo è di gusto tardo barocco e rococò. La navata è arricchita da una cantoria con grate lignee dorate del maestro Natale Pugliese. La volta a botte, scandita da lunette e festoni, ospita l’affresco della Gloria di San Michele: l’arcangelo, armato di spada e stendardo con il motto “Quis ut Deus?”, trionfa su Lucifero, mentre Cristo benedicente e schiere angeliche assistono alla scena. Sono attribuite a Tommaso Sciacca le tele degli altari laterali (Strage degli innocenti, Sacra Famiglia, Morte di san Benedetto) e le tele dell’altare maggiore (Abramo e Melchisedec, Cena in Emmaus), oltre all’affresco del Padre Eterno nel presbiterio. Un altare è dedicato a san Vito, con statua lignea del 1784, mentre sul lato opposto si trovano un crocifisso tardo settecentesco e una statua di San Michele di Giuseppe Agricola. Caratteristiche del complesso sono le balconate interne per musica e canto, e l’antico organo del XVIII secolo. Le finestre con grate permettevano alle monache di seguire le liturgie dalla clausura. Accanto alla chiesa si trova la sacrestia con lavatoio settecentesco e un raro crocifisso composto da materiali misti, risalente tra XIV e XVI secolo, su croce lignea con tondi di scuola catalana. Sul lato sud si apre l’aula capitolare con stalli lignei e soffitto affrescato con l’Ultima Cena del 1789, da cui si accede alla corte interna con giardino e loggiati rococò. Al piano superiore si trova il coro delle monache, mentre al piano inferiore è collocata la statua di San Michele attribuita a Fazio Gagini (1542), che rappresenta la vittoria sul demonio. Il monastero comprende anche il dormitorio, il parlatorio e ambienti di clausura, tra cui un vestibolo dove si acquistano dolci alle mandorle tradizionali. La facciata, completata nel 1702-1703 da Alberto Orlando, è sobria e scandita da due ordini con statue in stucco: santi Benedetto e Bernardo in basso, Scolastica e Geltrude in alto, e i tre Arcangeli nel timpano. Lo stemma del cardinale Spinola sovrasta il portale. La cupola, maiolicata in verde e impostata su tamburo ottagonale, si innalza sul transetto. Il campanile è collegato alla chiesa da un loggiato rococò con orologio e campane “alla romana”, opera di Gaetano La Grassa, completato nel 1771. Una loggetta aggiuntiva fu realizzata da Giovan Biagio Amico. Prof.re Danilo Di Maria

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