Per iscritti FAI riduzioni dal 10% al 15% per gli spettacoli del FLIC Festival Lanciano in Contemporanea
DAL 23 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE 2026
non sono inclusi gli abbonamenti o carnet
DESCRIZIONE
In continuità con questa visione, la XII edizione prosegue il percorso tematico del triennio 2025–2027, Confini, Conflitti, Incontri, tre nuclei di ricerca che continuano a offrire una chiave di lettura del nostro tempo. I lavori in programma esplorano il corpo come luogo politico e sensibile e le comunità come organismi fragili, ma capaci di trasformazione, mettendo in relazione pratiche artistiche, territori e persone.
Il FLIC – Festival Lanciano in Contemporanea, festival multidisciplinare riconosciuto dal Ministero della Cultura e patrocinato dal Comune di Lanciano e dalla Regione Abruzzo, presenta la sua XII edizione dal 23 settembre al 3 ottobre 2026.
Da oltre dieci anni il Festival sceglie di abitare la complessità, facendo dell’arte contemporanea uno spazio di attraversamento e di relazione: una pratica viva che rende visibili le tensioni del presente e le trasforma in domande condivise. La danza, il teatro e la musica diventano così strumenti per interrogare il mondo, aprendo possibilità di incontro e ascolto.
L’Edizione 2026 introduce un’importante evoluzione del Festival. Dopo undici edizioni sviluppate nell’arco di circa tre mesi, il FLIC si concentra quest’anno in undici giornate consecutive, trasformandosi in un’esperienza intensiva che non riduce, ma amplia la densità della proposta artistica e culturale.
Il programma comprende 24 appuntamenti: 17 spettacoli di danza, 4 di teatro e 2 di musica, con 4 prime nazionali e 17 prime regionali. Accanto agli spettacoli, il Festival propone cinque laboratori, rivolti sia alle scuole di danza sia alla cittadinanza, oltre a un incontro pubblico di presentazione pensato per accompagnare il pubblico alla scoperta del programma.
Tra le novità più significative, nove appuntamenti saranno a ingresso gratuito, confermando e rafforzando la vocazione del FLIC come festival diffuso. La programmazione attraversa infatti l’intero tessuto urbano, affiancando ai luoghi della cultura spazi pubblici e contesti non convenzionali, con l’obiettivo di rendere l’esperienza artistica sempre più accessibile e di coinvolgere pubblici diversi.
Il Festival abita il Teatro Fenaroli, la Sala Mazzini, il Foyer Alfredo Cohen, la Sala Benito Lanci e il Polo Museale Santo Spirito, ma si espande anche in Piazza Plebiscito, Viale delle Rose e Corso Trento e Trieste e in luoghi inattesi come il Ristorante La Torre e la Cattedrale della Madonna del Ponte, trasformati per l’occasione in spazi performativi temporanei. Ne emerge una mappa di luoghi eterogenei, nei quali il contesto non è semplice cornice dell’evento, ma parte della sua esperienza.
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