La Tre Giorni per il Giardino 2026 – tra le più amate mostre mercato di florovivaismo in Italia, da venerdì 1° a domenica 3 maggio al Parco del Castello di Masino a Caravino (TO) – propone il tema “Radici” e invita a ripensare il nostro rapporto con l’ambiente e con le comunità in cui viviamo.
In un presente segnato dalla crisi climatica e da profondi mutamenti tecnologici e sociali, le radici ci ricordano che nessuna forma di vita esiste in isolamento e che ogni equilibrio nasce da relazioni profonde. Così come le piante creano reti sotterranee di scambio e collaborazione sinergica, anche gli esseri umani possono mettere radici e costruire legami prendendosi cura dell’ambiente in cui vivono. In questo contesto il giardino si propone come spazio concreto di apprendimento e partecipazione, dove la cura dei luoghi diventa occasione di incontro e condivisione.
La manifestazione si aprirà, venerdì 1° maggio, ore 14.45, alla presenza dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone, ideatore della Tre Giorni, con il ricordo della scrittrice Pia Pera, grande donna di pensiero e di giardino, a dieci anni dalla sua scomparsa.
Una delle voci più profetiche nel concepire il giardino come luogo di connessione e di scambio con la natura. Nel corso dell’incontro, Emanuela Rosa Clot e Lorenza Zambon presenteranno al pubblico il podcast Il giardino segreto, nuova versione radiofonica dell’incantevole pièce teatrale che Pia Pera ha tratto dall’omonimo romanzo di Frances Hodgson Burnett, da lei stessa tradotto. A ulteriore omaggio dell’opera e del pensiero di Pia Pera, Lorenza Zambon leggerà alcuni brani dal libro Apprendista di felicità (Ponte alle Grazie, 2019).
L’appuntamento primaverile della Tre Giorni per il Giardino 2026, curata da Emanuela Orsi Borio e giunta alla trentaquattresima edizione, declina il tema delle radici nella loro duplice valenza, naturale e sociale. Da un lato, le radici che sostengono e nutrono piante, boschi e giardini, che proteggono il suolo, regolano l’acqua e contribuiscono a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Dall’altro, le radici “simboliche”, che tengono insieme le comunità umane intrecciando persone, luoghi e storie.
Il programma di incontri sviluppa il tema secondo questa duplice lettura: il primo filone tematico dedicato alle radici “naturali”, che articolano la rete invisibile della natura, è introdotto venerdì 1°, ore 15.30, dal climatologo Luca Mercalli, che offrirà una lettura inedita del clima al Castello di Masino, raccontando l’evoluzione climatica del territorio da ventimila anni fa a oggi. A seguire, l’agronomo Alessandro Mazzullo guiderà il pubblico alla scoperta del suolo come scrigno di vita nascosto sotto i nostri piedi, un ecosistema brulicante di organismi viventi, la cui rete trofica è alla base della fertilità naturale e della salute degli ambienti terrestri.
Sabato 2, ore 11, il naturalista Franco Correggia presenterà il progetto Radici nel futuro, un sistema di microaree forestali protette nella parte settentrionale della provincia di Asti: una nuova ed emblematica esperienza di tutela di alberi e boschi naturali cruciale per il futuro dell’umanità e la salute dell’ambiente.
Radici: fare rete, coltivare comunità è il tema al centro del secondo filone di incontri in programma. Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 2, ore 14.30, la tavola rotonda Comunità verdi, che riunisce esperienze di cittadinanza attiva negli orti condivisi e nei giardini partecipati: da Orti di pace, fondato dall’intuizione di Pia Pera, a Orti Generali Torino, dal progetto di recupero agricolo di aree marginali Paysage à manger di Federico Chierico, al ruolo di Manuel Bellarosa come “giardiniere condotto” a Milano. Testimonianze diverse, per luogo e per missione, intorno all’esperienza del coltivare insieme come occasione di incontro e condivisione.
Uno sguardo particolare sarà rivolto alle nuove generazioni, esposte a un contesto digitale sempre più estraniante, con l’intervento dello psicoterapeuta Andrea Mati, in calendario domenica 3, ore 11, sulla cura di un giardino o di un orto come opportunità per coltivare legami e collaborazioni creative.
Arricchiranno la manifestazione allestimenti ispirati al tema “Radici”, a cura degli espositori in mostra mercato, oltre a presentazioni di libri e workshop di giardinaggio legati al mondo delle radici: dalla realizzazione delle talee alla coltivazione di piante compagne nello stesso vaso; mentre i più piccoli potranno partecipare a laboratori e spettacoli dedicati.
In un’epoca dominata dall’iperconnessione digitale e forme diffuse di isolamento, tornare alle radici rappresenta un’opportunità per ricostruire relazioni, senso di responsabilità collettiva e appartenenza ad una comunità. È la capacità di leggere il presente, anche in queste sue contraddizioni, che rende la Tre Giorni per il Giardino, dal 1992, un appuntamento unico nel panorama delle manifestazioni dedicate al verde: un luogo di pensiero e confronto, dove il giardino diventa un osservatorio sull’attualità e uno spazio di immaginazione del futuro.
La madrina della Tre Giorni per il Giardino 2026 è Anna Zegna.
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