Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti

Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti

A cura di Marcello Dantas

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Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti
Dal 9 maggio al 22 novembre 2026

    Evento Collaterale della 61.⁠ ⁠Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
    Progetto ideato da Mario Cristiani e realizzato da Associazione Arte Continua con il FAI.

    Informazioni per la visita

    dal 9 maggio al 22 novembre

    Da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.30. Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura.

    Intero € 10; Ridotto (bambini 6-18 anni, studenti universitari fino ai 25 anni) € 6; Famiglia (2 adulti e figli 6/18 anni) € 27; Iscritti FAI e National Trust gratuito; Residenti Comune di Venezia € 5

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    prenotazioni e contatti

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    In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, Associazione Arte Continua presenta la mostra Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti, a cura di Marcello Dantas, Evento Collaterale della Biennale Arte 2026 ospitato nello storico Negozio Olivetti di Piazza San Marco, capolavoro dell’architettura di Carlo Scarpa, affidato da Generali Italia al FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS.

    La mostra, realizzata in collaborazione con il FAI e con il supporto di Galleria Continua, presenta dal 9 maggio al 22 novembre 2026 circa venti sculture di Leandro Erlich, alcune delle quali inedite, che danno forma a organismi impossibili eppure sorprendentemente familiari: farfalle con ali-orecchie, cavoli che diventano architetture, coralli che assumono la fisionomia di metropoli, alberi che terminano in piedi umani. Ibridi che suggeriscono che l’arte non sia un ornamento del mondo, ma una forza che ne continua la creazione, operando allo stesso livello dei processi evolutivi e geochimici che hanno modellato il pianeta.

    Il progetto si inserisce nel programma "Arte all’Arte per le Città del Futuro" ideato da Mario Cristiani e realizzato da Associazione Arte Continua, che mira a produrre nuovi legami fra arte, architettura e paesaggio, restituendo all’arte un ruolo centrale nella costruzione delle città. In questa prospettiva, Hybrids si configura come un dispositivo poetico capace di attivare una riflessione sul modo in cui le forme artistiche possono incidere sull’immaginario urbano e sulla percezione degli spazi condivisi.

    Nello stesso solco, la scelta del Negozio Olivetti – attentamente gestito, tutelato e valorizzato dal FAI dal 2011 – come teatro dell’esposizione appare del tutto naturale. Nel potere dell’arte di trasformare società e ambiente credeva infatti anche Adriano Olivetti: nella sua impresa, guidata da un pensiero umanistico e da uno slancio educativo, i prodotti stessi erano ibridi concepiti per offrire eccellenza tecnologica, ma anche un’esperienza estetica, un contenuto culturale e perfino un messaggio etico. L’arte era strutturale nella strategia e nell’immagine dell’azienda, e così era nei Negozi Olivetti, come questo di Venezia: spazi ibridi, pensati più che per vendere un prodotto, per trasmettere un concetto (primi concept store), e dove l’arte era onnipresente; una vocazione che il FAI conserva e valorizza accogliendo progetti d’arte come questo, che suscitano un originale dialogo con la storia e lo spirito di questo luogo.

    Leandro Erlich, The Cloud | Ph. Duccio Benvenuti © The artist
    Leandro Erlich, The Caracol © Leandro Erlich Studio
    Leandro Erlich, Papillion © Leandro Erlich Studio
    Leandro Erlich, Serpent © Leandro Erlich Studio

    Opere in mostra

    Tra le opere in mostra, Papillon (2021), in bronzo, presenta una farfalla le cui ali assumono la forma di orecchie, suggerendo una riflessione sulla comunicazione come fenomeno biologico prima ancora che tecnologico. In Caracol – The pace of evolution (2021), scolpita in marmo bianco di Carrara, un cervello si trasforma in lumaca: l’evoluzione è evocata come processo lento, stratificato, non lineare.

    Chou (2023), in ceramica, fonde un elemento vegetale con una struttura architettonica, interrogando il rapporto tra natura, agricoltura e abitare. White Coral (2025), in resina, stabilisce un parallelismo tra crescita corallina e morfologia urbana, mettendo in relazione processi geologici e costruzione metropolitana.

    Serpent (2021), in bronzo, introduce una torsione formale che richiama l’idea di metamorfosi continua, mentre Quartz (2023), in vetro, allude alla dimensione minerale e temporale della materia, rendendo visibile la crescita cristallina come forma di architettura naturale. In Pies Tronco (2021), un tronco d’albero termina in piedi umani calzati, generando un cortocircuito tra organismo vegetale e presenza antropomorfa. Draft – Bozza (2026), in resina e sabbia, riflette sullo stato intermedio tra idea e forma compiuta, enfatizzando la dimensione processuale della scultura.

    Il percorso prosegue con opere che ampliano la riflessione sulla relazione tra natura e artificio. The Cloud – Bell (2024), realizzata in vetro extra chiaro con stampa digitale su ceramica e teca in legno wengé, combina leggerezza atmosferica e dispositivo espositivo, trasformando la nuvola in oggetto architettonico.

    Concrete Coral (2025) mette in tensione materiale industriale e forma organica, mentre Maison Fond (2022), in marmo di Carrara, suggerisce l’idea di un’architettura che si scioglie o si trasforma, dissolvendo la stabilità dell’abitare. Pulled by the Roots (2015) rende visibile uno sradicamento che è al tempo stesso fisico e concettuale.

    Con Pixel Tree (2026), in bronzo, l’albero si frammenta in unità digitali, evocando l’intersezione tra natura e linguaggio tecnologico. La Carte (2026), in acciaio, resina e luce, introduce una dimensione cartografica e luminosa, suggerendo una geografia instabile e trasformabile.

    Completano il progetto Soprattutto (2020), grande opera tessile in lana che amplia la ricerca dell’artista nel campo della superficie e della trama, e una serie di fotografie che estendono l’indagine sulle ibridazioni tra spazio, percezione e costruzione della realtà.

    Come sottolinea il testo di Emanuele Coccia, l’arte agisce sull’essenza delle cose mescolando identità diverse e permettendo a ogni forma di abitare l’altra in modo aperto e sensibile. Il mondo che emerge dai lavori di Erlich è un ecosistema in continuo aggiustamento e riadattamento, in cui l’ironia e il gioco tra natura, cultura, architettura e corpo si fondono in un’unica dinamica. Le sculture presenti nel progetto, Hybrids, visualizzano così una metamorfosi intima e spirituale: la “fisiologia nascosta” che accompagna ogni autentico atto di un artista.

    Leandro Erlich, Chou © Leandro Erlich Studio
    Leandro Erlich, White Coral © Leandro Erlich Studio
    Leandro Erlich, Pulled by the roots © Leandro Erlich Studio
    Leandro Erlich, Pies, Tronco © Leandro Erlich Studio
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