Leandro Erlich: l’ibrido non è più un’eccezione, è la condizione dell’uomo contemporaneo

Leandro Erlich: l’ibrido non è più un’eccezione, è la condizione dell’uomo contemporaneo

Condividi
Leandro Erlich: l’ibrido non è più un’eccezione, è la condizione dell’uomo contemporaneo
Appuntamenti

08 settembre 2026

L’artista racconta "Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti": venticinque opere per una riflessione tra natura, architettura, tecnologia e immaginazione.

In un mondo in cui il naturale è profondamente modificato dall’uomo, il digitale entra continuamente nell’esperienza fisica, la tecnologia modifica il modo di percepire e costruire la realtà, anche le identità, gli oggetti e gli spazi che ci circondano sono sottoposti a un processo continuo di trasformazione.

In questo contesto si può visitare Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti, la mostra dell’artista argentino ospitata fino al 22 novembre 2026 negli spazi del Negozio Olivetti di Piazza San Marco a Venezia, progettato da Carlo Scarpa.

Hybrids

Venticinque opere, alcune delle quali inedite, costruiscono un universo nel quale le categorie che siamo abituati a considerare separate entrano in crisi: organismi che assumono forme architettoniche, elementi vegetali che diventano città, parti del corpo umano che si innestano nella natura. Farfalle con ali-orecchie, cavoli che diventano edifici, coralli che assumono la fisionomia di metropoli, alberi che terminano in piedi umani.

Ma l’ibrido, per Erlich, non è semplicemente la combinazione di due elementi diversi. È soprattutto una condizione di trasformazione: «Il concept della mostra è importante, ma anche aperto: è ibrido, una mistura, qualcosa che non è definibile in una maniera certa», racconta l’artista. «Anche noi uomini siamo in trasformazione e siamo ibridi».

L’ibrido quindi non come eccezione, alterazione o anomalia, ma come una delle condizioni attraverso cui oggi facciamo esperienza del mondo. Le cose non sono necessariamente una volta per tutte ciò che sembrano essere: possono cambiare forma, funzione, significato e relazione con ciò che le circonda.

Erlich porta questa idea anche nel modo in cui affronta il Negozio Olivetti. Invece di modificare fisicamente l’architettura di Carlo Scarpa, sceglie di «giocare dentro allo spazio», lasciando che le opere entrino in relazione con l’edificio e con gli elementi che lo compongono.

«Ho vissuto questa mostra come un esperimento e una sfida stimolante: far dialogare le mie opere con uno luogo iconico come il Negozio Olivetti disegnato da Carlo Scarpa», spiega. «È un percorso fatto di elementi ibridi dove la natura incontra la tecnologia, l'anatomia umana si intreccia con l'architettura e si riflette sull'azione dell'uomo nel mondo naturale».

Il confronto con Scarpa non è quindi soltanto un dialogo tra opere e architettura. È un incontro tra due modi diversi di concepire lo spazio e la materia. Per Erlich, infatti, l’architettura è da sempre un punto di partenza: «Tutto quello che è una grande presenza fisica nel mondo parte dall’immaginario umano».

Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della sua ricerca: ciò che consideriamo reale e permanente nasce spesso da un atto di immaginazione. Un edificio, una città, una tecnologia sono prima di tutto idee che hanno trovato una forma fisica. Ma quella forma, suggerisce Erlich, non è necessariamente definitiva.

A Venezia questa riflessione assume un significato particolare. La città stessa è il risultato di una relazione continuamente negoziata tra costruzione umana e ambiente naturale: una città di pietra costruita sull’acqua, in cui architettura, materia e natura convivono in un equilibrio tanto straordinario quanto fragile.

«Venezia è una città ibrida», osserva Erlich. E l’esperienza stessa di raggiungere il Negozio Olivetti in barca rende evidente questa condizione: «Arrivi al Negozio in barca».

La Macchina da Scrivere

Tra le opere esposte, una delle più significative è quella dedicata alla macchina da scrivere, un oggetto intimamente legato alla storia del Negozio Olivetti e alla memoria di una tecnologia che oggi appare lontana. Erlich ne conserva la forma riconoscibile ma la trasforma radicalmente, realizzandola in sabbia.

La macchina da scrivere, strumento attraverso il quale per decenni scrittori, filosofi e pensatori hanno prodotto e trasmesso idee, diventa così una materia fragile e transitoria. «È per noi una rappresentazione romantica del pensiero», dice Erlich. E la sabbia introduce un ulteriore livello di significato: quello della trasformazione e della finitezza. «Alla fine anche la pietra, che è dura ed è resistente, diventa sabbia».

L’opera mostra concretamente ciò che attraversa l’intera esposizione: non cambia soltanto la forma delle cose, cambia il nostro modo di guardarle. Un oggetto tecnologico può diventare memoria; una macchina può diventare materia; un organismo può assumere la forma di un edificio; un’architettura può diventare parte di un’opera.

In questo senso, Hybrids non propone tanto una definizione dell’ibrido quanto un esercizio di osservazione. Ci invita a riconoscere il mutamento come parte della realtà e a considerare la contaminazione non come perdita di identità, ma come possibilità.

Per Erlich, infatti, l’ibrido è «l’antitesi di un’entità pura»: non una forma conclusa, ma qualcosa che rimane aperto alla trasformazione. E proprio per questo può diventare anche un modo per immaginare il futuro.

«Il futuro deve essere sempre una proposta diversa, un gioco di interessi diversi, di interscambio», afferma l’artista.

Visite guidate

Per approfondire la mostra, il FAI organizza delle visite guidate dedicate in programma sabato 12 (ore 14.30), sabato 26 settembre (ore 16.00), sabato 24 ottobre (ore 14.30) e sabato 14 novembre 2026 (ore 16.00).

Le visite del 12 settembre e del 14 novembre saranno accessibili anche alle persone sorde grazie al servizio di traduzione in LIS – Lingua dei Segni Italiana. È richiesta la prenotazione scrivendo a fainegoziolivetti@fondoambiente.it entro le ore 12.00 del giorno precedente la visita.

Realizzata da Associazione Arte Continua e dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e, con il supporto di Galleria Continua, Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti è evento collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

News correlate

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te