La Camera d'Amore del Castello di Avio: dove l'arte racconta l'amore cortese

La Camera d'Amore del Castello di Avio: dove l'arte racconta l'amore cortese

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La Camera d'Amore del Castello di Avio: dove l'arte racconta l'amore cortese
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19 gennaio 2026

Un cavaliere colpito dal dardo di Amore, una dama elegante con il suo cagnolino, un bacio appassionato: gli affreschi trecenteschi della Camera d'Amore al Castello di Avio raccontano l’amore cortese.

Una storia d'amore dipinta sulle mura

Immagina di salire le scale di un'antica torre medievale, costruita per difendere e resistere agli assedi. All'improvviso, al quarto piano del Mastio del Castello di Avio (TN), ti trovi in un ambiente completamente inaspettato: le pareti non mostrano scene di battaglia, ma raccontano una delicata storia d'amore.

Siamo nella Camera d'Amore, così chiamata proprio per i soggetti profani che la decorano. Gli affreschi, realizzati tra il 1335 e il 1345, narrano per immagini il percorso dell'amore cortese, quel sentimento raffinato cantato dai poeti e dai trovatori medievali. Il pittore incaricato da Guglielmo III di Castelbarco conosceva bene le innovazioni di Giotto, che all'inizio del Trecento avevano rivoluzionato l'arte italiana e che qui, per la prima volta, arrivavano nel Nord-Est.

Il racconto sulle pareti: quando Amore colpisce

La narrazione inizia con una scena che toglie il fiato per la sua drammaticità: un cavaliere è stato colpito dal dardo scagliato da Amore, rappresentato come una figura alata con l'arco teso. Il giovane è trafitto, conquistato dall'amore in un istante.

Poco distante, una dama elegante tiene tra le braccia un piccolo cagnolino, simbolo di fedeltà. Il suo atteggiamento sembra quello di chi vuole schivare il dardo di Amore, proteggendosi da quel sentimento travolgente. Indossa abiti raffinati, i capelli sono acconciati con cura: è l'immagine perfetta della donna cortese, insieme innocente e consapevole del potere che esercita.

Ma il destino è già segnato. In un altro affresco, la storia trova il suo compimento: la dama e il cavaliere si baciano, avvolti in un abbraccio intimo e tenero. È un momento di straordinaria delicatezza per l'arte trecentesca, un bacio che celebra il trionfo dell'amore cortese, dove il desiderio si unisce al rispetto e alla devozione.

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Tommasina Gonzaga: la vera signora del castello

Chi era la destinataria di questo ciclo così prezioso? Molto probabilmente Tommasina Gonzaga, moglie di Guglielmo III e appartenente a una delle famiglie più potenti d'Italia. I Gonzaga erano senz'altro più ricchi e influenti dei Castelbarco, eppure Tommasina scelse di dedicare la sua vita al Castello di Avio.

E non si trattò di un ruolo marginale. Tommasina era una donna colta che amministrava il castello quando il marito era assente, un compito che divenne permanente nel 1349, quando Guglielmo III fu costretto dai figli a fuggire in esilio a Verona. Otto anni dopo era già morto, ma Tommasina continuò a vivere al castello, governandolo con autorità fino alla sua morte nel 1378.

Documenti e lettere dell'epoca ci restituiscono il ritratto di una signora feudale capace e rispettata. La Camera d'Amore non era solo uno spazio di rappresentanza o un luogo per sognare: era il cuore di un potere al femminile, raro e prezioso per quei tempi.

L'arte racconta l'amore cortese

Visitare la Camera d'Amore in occasione di San Valentino significa compiere un viaggio nel tempo, scoprendo come l'amore sia stato celebrato, dipinto e vissuto quasi sette secoli fa.

Mentre il dardo di Amore trafigge ancora il cavaliere sulle pareti affrescate, mentre la dama e il suo cagnolino ci guardano con discrezione, mentre il bacio degli amanti continua a raccontare di passione e rispetto, noi possiamo ancora emozionarci davanti a questa storia senza tempo.
Dal 14 febbraio, giorno di San Valentino, il Castello di Avio a Sabbionara d’Avio (TN) riapre le porte.

Vieni a scoprire anche tu la Camera d’Amore!

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