In Salento, una storia di rinascita resa possibile da “I Luoghi del Cuore”

In Salento, una storia di rinascita resa possibile da “I Luoghi del Cuore”

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In Salento, una storia di rinascita resa possibile da “I Luoghi del Cuore”
Dal territorio

29 ottobre 2026

La chiesa di San Pietro dei Samari a Gallipoli in Salento, nel 2022 ha vinto l’XI censimento “I Luoghi del Cuore” raccogliendo 51.443 voti. Una mobilitazione e un risultato straordinari, che hanno acceso i riflettori sull'edificio e il suo precario stato di conservazione. Il suo recupero è stato possibile grazie a un insieme di risorse che testimoniano la collaborazione tra istituzioni e territorio.

Quando, nel 2022, il neonato Gruppo FAI del Salento Jonico aveva deciso di far votare al censimento “I Luoghi del Cuore” la Chiesa di San Pietro dei Samari, molti gallipolini non sapevano di avere sul proprio territorio un edificio del XII-XIII secolo con una rara particolarità architettonica. La chiesa si trova in un’area rurale, a pochi chilometri dal centro cittadino e all’inizio del Parco Naturale Regionale “Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo”: 700 ettari di verde, che si sviluppano per circa 20 chilometri lungo la costa ionica salentina. La si vede dalla Strada Statale 274 per Leuca che passa proprio alle sue spalle, ma, da decenni coperta da una tettoia e da diverse impalcature, non era percepita come un luogo di valore. A lungo privata, era passata al Comune di Gallipoli con una concessione ventennale nel 2021.

Un antico luogo di culto rimasto per decenni in abbandono

Benché in uno stato di conservazione molto precario, puntellata all’interno e con alcune parti crollate, la chiesetta rivelava una storia eccezionale. Il suo nome si lega a San Pietro, che di ritorno dalla Samaria nel suo viaggio verso Roma, sarebbe sbarcato sulla costa salentina, celebrando qui, secondo una versione leggendaria, una prima Messa. L’epigrafe latina sulla cornice della facciata, ricomposta grazie al restauro appena concluso, dichiara invece un’altra origine, attribuendo la costruzione al condottiero crociato Ugo di Lusignano, nel 1148, di ritorno dalla Palestina.

L’iscrizione, probabilmente in sostituzione di una più antica, appare sull’avancorpo aggiunto alla chiesa nell’Ottocento, per ospitare viandanti e pellegrini, ma la datazione al XII secolo risulta verosimile.

È probabile che la chiesetta facesse parte di un complesso monastico oggi scomparso, forse retto da monaci basiliani, come in altri casi nel territorio. Il contesto è ancora tutto da indagare, come i resti di affreschi emersi all’interno della chiesa nel corso del restauro, il cui risultato più rilevante è stato quello di liberare le coperture, restituendo visibilità alle due cupole allineate in asse, un elemento di particolare interesse e rarità nel panorama monumentale del Salento: è, infatti, l’unico esempio in territorio leccese di questa tipologia di derivazione bizantina. Le cupole sormontano l’unica navata della chiesa, divisa da altrettanti arconi in due ambienti a pianta quadrata.

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Una catena virtuosa

Prima che un monumento restaurato, quello che è stato festeggiato da centinaia di persone lo scorso sabato 24 ottobre a Gallipoli è uno straordinario momento di restituzione al territorio di un Bene quasi ignoto fino a pochi anni prima.

Nell’avancorpo ottocentesco erano stati esposti i lavori realizzati dagli studenti di cinque scuole, dalla materna alle superiori, che avevano partecipato al censimento. Erano gli stessi alunni a raccontarli, con i bambini di una classe delle scuole elementari che spiegavano di aver disegnato una chiesa colorata, “perché aveva smesso di essere invisibile grazie a I Luoghi del Cuore”. Parte di una vera e propria “comunità di patrimonio” nata intorno alla chiesetta, le scuole sono state tra le oltre quaranta realtà locali che hanno contribuito alla vittoria di San Pietro dei Samari all’edizione 2022 del censimento del FAI con 51.443 voti. Confraternite, associazioni culturali, club sportivi, enti locali, si erano uniti grazie ai volontari del FAI in una catena virtuosa, che ha reso la storia della chiesa nota in tutta Italia.

Impatto culturale, sociale, ambientale ed economico

La partecipazione a “I Luoghi del Cuore” ha generato dunque un impatto culturale – quello della riscoperta e del restauro del monumento – ma anche sociale, con la riappropriazione da parte della sua comunità di riferimento. A questi si è aggiunto un importante impatto ambientale: la vegetazione dell’area era inselvatichita e trascurata e la manutenzione realizzata sul verde ha restituito piena dignità e valore anche al contesto paesaggistico. Altrettanto rilevante è l’impatto economico: al premio di 55.000 euro messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo per la vittoria al censimento, si sono aggiunti 65.000 euro finanziati dal Comune di Gallipoli e 300.000 euro dai Patti Territoriali della Provincia di Lecce: è stato questo insieme di risorse a rendere possibile il restauro del monumento.

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Dopo il restauro, la storia di questo Luogo del cuore non si ferma

Quello festeggiato lo scorso fine settimana non è, peraltro, un momento conclusivo, ma al contrario l’inizio di un percorso: la chiesa non resterà chiusa, ma diventerà periodicamente oggetto di visite, arrivando probabilmente a ospitare un ufficio di accesso al parco regionale. L’auspicio, inoltre, è che la proprietà della chiesa diventi definitivamente pubblica.

«Restituire alla collettività questo splendido e antico luogo di fede non è solo un atto di tutela, ma il vero riscatto di un’intera comunità – è il commento di Virgilio Provenzano, Capo Delegazione FAI del Salento Jonico – Questo risultato dimostra come la rinascita del Salento passi inevitabilmente dalla riscoperta delle proprie radici, e testimonia la forza straordinaria dell'associazionismo e del volontariato civile. La valorizzazione del Parco naturale, incastonato nella baia di Gallipoli, è da sempre la nostra priorità: il recupero della Chiesa di San Pietro dei Samari è lo snodo fondamentale per attivare nuove iniziative a beneficio della nostra gente e per intercettare quel turismo nazionale e internazionale che cerca nella natura e nella cultura un'esperienza autentica».

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