19 giugno 2026
La visita del Ministro della Cultura Alessandro Giuli a Ivrea ha segnato un momento di confronto significativo sul futuro del sito Patrimonio Mondiale UNESCO Ivrea città Industriale del XX secolo e sulle progettualità che valorizzano i luoghi più emblematici dell’esperienza olivettiana.
Prima tappa, il Convento di San Bernardino, parte del Complesso donato al FAI dalla famiglia Olivetti e da TIM nel 2023 insieme a Casa Olivetti, oggi al centro di un importante progetto di recupero e valorizzazione sostenuto anche dal Ministero della Cultura.
Accolto dal Presidente del FAI Marco Magnifico, il Ministro ha potuto approfondire il valore storico, artistico e simbolico di questo luogo, custode del celebre ciclo di affreschi di Giovanni Martino Spanzotti (1455-1528), tra le più alte testimonianze del Rinascimento italiano. È qui che Adriano Olivetti trascorse parte della propria giovinezza, maturando quella sensibilità verso la bellezza, la cultura e la dimensione umana dello sviluppo che avrebbe influenzato profondamente la sua idea di impresa e di comunità.
La visita al Bene FAI si inserisce in una più ampia giornata di confronto dedicata al futuro del sito UNESCO e alle progettualità in corso per valorizzarne i luoghi più emblematici. L’incontro ha consentito di presentare una visione coordinata degli interventi e delle prospettive di sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare le connessioni tra patrimonio culturale, ricerca, formazione, innovazione e impresa, all’interno di una strategia condivisa tra istituzioni pubbliche, soggetti privati ed enti del terzo settore.
«La visita del Ministro Giuli al quattrocentesco Convento di San Bernardino di Ivrea, cuore del sistema industriale delle Officine Olivetti, donato nel 2023 al FAI e in procinto di essere restaurato, di concerto con la Soprintendenza, con un intervento prossimo ai 10 milioni di euro – ha dichiarato Marco Magnifico – incoraggia il FAI, il Comune di Ivrea, la Regione Piemonte, la Fondazione Adriano Olivetti, l’Archivio storico Olivetti e il Gruppo Icona a intensificare il lavoro comune per promuovere, per sempre e per tutti, questo patrimonio di architettura, arte e cultura aziendale e lungimiranza sociale».
Dopo la visita a San Bernardino, la delegazione si è trasferita alle Officine ICO, dove il Gruppo ICONA e l’architetto Cino Zucchi hanno illustrato le prospettive di sviluppo del complesso industriale e del Secondo Ampliamento. Particolare attenzione è stata dedicata al Salone dei 2000, luogo simbolico delle assemblee aziendali e testimonianza della centralità della comunità nell’esperienza olivettiana.
La giornata è proseguita con l’inaugurazione del nuovo Visitor Centre, collocato nel cuore delle Officine ICO che affacciano su via Jervis, destinato a diventare il punto di accesso e orientamento per la scoperta del sito UNESCO e delle molteplici realtà che oggi ne custodiscono, studiano e sviluppano il valore culturale.
Una tappa simbolica, perché luogo delle origini dell’esperienza industriale eporediese, si è tenuta presso la Fabbrica di Mattoni Rossi, dove è stato inaugurato l’evento Ex Machina - La comunità che vide il futuro, dedicato al rapporto tra innovazione tecnologica, patrimonio industriale e comunità.
La visita si è conclusa all’Asilo Nido Olivetti, recentemente restaurato e prossimo alla riapertura, ulteriore testimonianza della visione educativa e sociale di Adriano Olivetti.
I luoghi attraversati nel corso della giornata sono stati presentati come parti di un sistema unitario, volto a costruire un modello culturale integrato capace di mettere in relazione il patrimonio UNESCO, gli archivi, le fondazioni, le università, i centri di ricerca e le imprese oggi presenti nelle Officine ICO.
In questo contesto, il recupero e la valorizzazione del Complesso di San Bernardino rappresentano un passaggio centrale, non solo per il restauro di un bene di straordinario valore, ma per il contributo alla costruzione di un sistema culturale accessibile e condiviso che richiederà il contributo e la collaborazione dei diversi livelli istituzionali e dei numerosi partner coinvolti, nella consapevolezza che il valore di questo patrimonio risiede nella capacità di mettere in relazione luoghi, competenze e progettualità.
«Il riconoscimento UNESCO – ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli – attribuisce a Ivrea una responsabilità fondamentale: custodire e trasmettere un patrimonio che continua a offrire strumenti preziosi per interpretare e affrontare le sfide contemporanee. In questo senso, l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale sancisce in modo definitivo il valore universale dell’esperienza olivettiana, riconoscendola come modello di riferimento nel panorama internazionale. Questa eredità – continua Giuli – si traduce in un’idea-forza che attraversa le coscienze di chi non ha mai rinunciato a una certa visione di libertà, comunità, giustizia sociale e bellezza».
Il Ministero della Cultura ha infatti assunto questi princìpi come fulcro di una strategia organica attraverso il Piano Olivetti, un intervento che fa di quell’esperienza un paradigma operativo per l’azione pubblica.
«È in questa prospettiva che il Piano promuove la cultura come bene comune, accessibile e integrato nella vita delle comunità, nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà e solidarietà; sostiene la rigenerazione delle periferie, delle aree interne e dei territori segnati da fragilità sociali ed economiche; e riafferma, con coerenza – conclude Giuli – la funzione civile e comunitaria della cultura come fattore di coesione e sviluppo».
La giornata si è conclusa con la conferma della volontà condivisa di proseguire lungo un percorso comune che vede nel sito UNESCO di Ivrea non soltanto una testimonianza di valore mondiale, ma una piattaforma capace di generare conoscenza, ricerca, innovazione e sviluppo territoriale, in continuità con l’eredità culturale e civile olivettiana.
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