26 febbraio 2026
Attraverso le testimonianze di chi, nel mondo della scuola, parteciperà attivamente alle prossime Giornate FAI di Primavera, emerge il valore educativo e umano di un’esperienza che unisce conoscenza, partecipazione e inclusione.
Un racconto corale che mostra come la scuola possa diventare ponte vivo tra giovani, territorio e patrimonio culturale.
Le Giornate FAI sono un importante momento di crescita per noi docenti coinvolti e per tutti gli alunni che svolgono attività di Formazione Scuola-Lavoro, poiché, attraverso tali iniziative, abbiamo l’opportunità di apprezzare il nostro patrimonio artistico e culturale di cui Napoli, la nostra amata città, è ricchissima.
Grazie all’attenta guida dei volontari gli studenti si imbattono in esperienze uniche e indimenticabili, vivendo in prima linea una nuova dimensione dell’apprendimento. Attraverso lo studio dei luoghi aperti i discenti hanno la possibilità di mettersi alla prova conducendo diverse esperienze sul campo e acquisendo competenze importanti, tra cui l’accoglienza e l’ospitalità, nonché la capacità di interpretare concretamente significati che altrimenti resterebbero solo teorici, come l’attuazione dell’art. 9 della Costituzione, che mira a tutelare e valorizzare il patrimonio paesaggistico, artistico e culturale anche attraverso esperienze di questo tipo.
Come scuola partecipiamo al progetto da tre anni: grazie alla presenza costante dei Delegati FAI, i nostri allievi hanno avuto l’importante opportunità di acquisire, in particolare, competenze nell’ambito della comunicazione e di migliorare le dinamiche relazionali attraverso lo sviluppo dell’interdipendenza positiva.
Ogni esperienza vissuta con il FAI è stata determinante anche per me, perché ho condiviso attività ed emozioni con i colleghi coinvolti. Tutti diventano protagonisti di un percorso autentico, impossibile da dimenticare. Si gioisce insieme quando i visitatori apprezzano il lavoro degli studenti, e guardare negli occhi i propri alunni, percependo il loro senso di gratificazione, credo sia una delle esperienze più belle per chi svolge la professione docente.
Da alunni ad Apprendisti Ciceroni, da spettatori ad attori. Attraverso modelli imitativi, gli allievi riescono a interiorizzare le nozioni, a interpretarle, ad apprezzarle e ad avvertire la necessità di condividere con perfetti sconosciuti quanto hanno appreso.
Nel ruolo di Apprendisti Ciceroni, i discenti imparano l’arte della comunicazione, curano la postura e sviluppano competenze relazionali. Vivono momenti di collaborazione e convivialità, valorizzano i punti di forza dei propri compagni per colmare eventuali debolezze, individuano gli ostacoli e li trasformano in opportunità; comprendono pienamente che per valorizzare il patrimonio è fondamentale saperlo presentare: per questo sono stimolati a operare con impegno e responsabilità.
Consiglio vivamente questa esperienza a tutti i colleghi che desiderano offrire ai propri allievi opportunità formative autentiche, attraverso un apprendimento diretto e concreto sul campo.
La comunicazione è un’arte e non è semplice formare gli studenti curando contemporaneamente l’immagine, il linguaggio e la solidità dei contenuti. Il “saper fare” e il “saper essere” rappresentano le vere sfide, tanto per i docenti quanto per gli alunni; tuttavia, sono proprio le sfide a costituire il motore della crescita. Sono quei processi che mettono tutti alla prova e che permettono di sentirsi parte attiva di un mondo complesso, ma estremamente stimolante.
Esperienze come questa rafforzano l’autostima degli studenti, consolidano le competenze trasversali e favoriscono un apprendimento significativo e duraturo.
Ho scelto di partecipare a questo progetto perché ero curiosa di vivere una nuova esperienza, mi sono messa in gioco con grande entusiasmo e spirito di adattamento: fa parte del mio carattere amare le novità e voler scoprire sempre qualcosa di nuovo.
Il FAI mi ha affascinata immediatamente, perché è una Fondazione capace di far innamorare le persone dei luoghi, delle storie e di quei dettagli che spesso passano inosservati.
Oltre al fatto di svolgere attività di Formazione Scuola Lavoro, mi sono appassionata all’esperienza per il profondo amore che provo per la mia città. Sentivo il desiderio di conoscerne meglio il patrimonio e di viverlo in modo più consapevole. Partecipare al progetto non è stata solo un’attività scolastica, ma un’esperienza che mi ha regalato giornate indimenticabili, fatte di emozioni, scoperte e condivisione.
Sto studiando con impegno la storia dei luoghi, le curiosità e i dettagli artistici e culturali che li rendono speciali. Desidero sentirmi sicura e preparata. Spero di riuscire anche a trasmettere tanto entusiasmo ai visitatori. Sto studiando per diventare un tecnico del settore turistico: accoglienza e ospitalità sono elementi fondamentali nella promozione del territorio.
Per me non si tratta solo di esporre dei contenuti, ma di far nascere interesse, meraviglia e magari anche un pizzico di curiosità in più in chi ascolta.
Conoscere e valorizzare il patrimonio culturale è fondamentale perché ci rende più consapevoli di quelle che sono le nostre radici. Essere a conoscenza di quali ricchezze custodisce la nostra città, così come le altre, ci rende più colti, ma soprattutto più responsabili.
Non c’è nulla di più affascinante che scoprire la storia dei luoghi che viviamo ogni giorno. Anche quando pensiamo di sapere tutto, in realtà c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare: è proprio questa continua scoperta a rendere la cultura viva e preziosa.
Credo che valorizzare il patrimonio significhi anche proteggerlo e trasmetterlo alle generazioni future. Il FAI mi ha dato la possibilità di contribuire a questo obiettivo, coinvolgendo adulti e adolescenti nella scoperta di luoghi incantevoli e facendo nascere in loro lo stesso amore che provo io per la mia città. A tal proposito un'utile guida sono senza dubbio i volontari del FAI che ci hanno permesso di entrare in questo mondo meraviglioso che valorizza i nostri beni più preziosi.
Il Delegato Scuola è una figura chiave di raccordo tra la Delegazione e le istituzioni scolastiche.
Si occupa della gestione dei rapporti con le scuole che aderiscono al progetto Apprendisti Ciceroni, seguendone tutte le fasi: dalla presentazione del progetto alla preparazione della documentazione, fino al coordinamento operativo.
Si occupa, insieme al docente referente, della predisposizione dei materiali di studio e organizza i sopralluoghi degli studenti, favorisce la collaborazione tra i volontari impegnati nella Delegazione.
Questa modalità di interscambio e collaborazione tra i diversi ruoli garantisce un supporto efficace alle aperture e consente di raggiungere risultati particolarmente soddisfacenti, grazie a un solido lavoro di squadra.
Scuola e territorio possono collaborare in modo efficace coinvolgendo gli studenti in attività di valorizzazione del contesto locale, come succede nell’attività di Apprendisti Ciceroni, creando un ambiente di apprendimento ricco e inclusivo. Questa collaborazione può realizzarsi attraverso progetti di servizio, partnership con aziende e associazioni, attività ricreative e formative. Fondamentale è anche il coinvolgimento delle famiglie, che rafforza la rete educativa e il legame con la comunità.
Il messaggio che vorrei lasciare a studenti e docenti che partecipano a questa esperienza si ispira alle parole di Giulia Maria Crespi: “Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”; con cui inizio sempre gli incontri di presentazione del progetto Apprendisti Ciceroni nelle scuole. È un invito a scoprire e valorizzare il patrimonio culturale e naturale che ci circonda, vivendo un percorso concreto e appassionante insieme al FAI.
La vera ricchezza di questa esperienza sta nell’entusiasmo, nella gioia e nei risultati che gli studenti trasmettono ai Delegati, e nella piena partecipazione di tutti, indipendentemente dalle abilità o dalla nazionalità, creando un clima inclusivo e collaborativo che rafforza il senso di comunità.
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