01 luglio 2026
Fondata alla fine dell’XI secolo dal vescovo Girardo, la Cattedrale di Troia è un capolavoro dell’arte romanica pugliese, testimone dell’importanza della città in epoca normanna. Come spesso accade, il cantiere ebbe una lunga gestazione e l’edificio fu completato nel Duecento. Nel secolo intermedio, fu ornato da due straordinarie porte bronzee, realizzate dallo scultore Oderisio da Benevento, su commissione di un altro vescovo, Guglielmo II. Le porte raccontano la storia di Troia e dei suoi santi patroni.
In particolare, la porta laterale, realizzata nel 1127, celebra l’opposizione vittoriosa a re Ruggero II, dal quale Troia riuscì a mantenersi indipendente.
La Porta, detta per questo “della Libertà”, è suddivisa da robuste cornici bullonate in 24 pannelli, disposti in sei registri orizzontali. Il terzo dal basso, decorato da possenti leoni porta-anelli, separa le due parti narrative di quella che è una vera e propria opera d’arte: la porzione superiore è decorata con figure di santi, mentre in quella inferiore è incisa una lunga iscrizione.
Il testo, che ha una forte carica drammatica, narra la lotta sostenuta nello stesso 1127 dalla popolazione, che non esitò a distruggere le mura del castello, scavando un fossato e combattendo “pro libertate tuenda”, per difendere la libertà.
Esposta da secoli agli agenti atmosferici, la Porta si trova in elevato stato di degrado – l’ultimo restauro risale al 1951 – tanto che le sue iscrizioni sono ormai quasi illeggibili. Per questo la sua comunità si era mobilitata al censimento “I Luoghi del Cuore” 2024: i 6.531 voti raccolti in una cittadina di poco meno di settemila abitanti dimostrano quanto forte sia il legame identitario con questo monumento. Il restauro, sostenuto dal programma di FAI e Intesa Sanpaolo con un contributo di 24.000 euro e cofinanziato con 17.200 euro dal Comune di Troia (per 10.000 euro) e da aziende, famiglie e sponsor tecnici, è in fase di avvio: il cantiere è stato inaugurato il 1° luglio, con un evento pubblico pensato proprio per celebrare questo successo di comunità.
Attorno alla Porta e grazie al censimento è nata infatti una rete di associazioni, scuole, università, professionisti, volontari, e istituzioni pubbliche, che collaboreranno non solo durante il restauro – con visite guidate, attività divulgative e percorsi educativi – ma anche negli anni successivi, affinché la Porta della Libertà torni a essere un laboratorio civico permanente.
Il restauro, curato dalla dott.ssa Loredana La Torre, durerà circa quattro mesi.
nei Beni FAI tutto l'anno
Gratis





