19 giugno 2026
Quando un luogo partecipa al censimento con una comunità che gli si stringe attorno, mobilitandosi in suo favore e arrivando a raccogliere migliaia di voti, spesso accadono dei piccoli miracoli.
Anche luoghi che sembravano destinati all’oblio, o addirittura alla scomparsa, arrivano sotto i riflettori e il loro recupero diventa una necessità partecipata anche dalle Istituzioni.
È un indice di come “I Luoghi del Cuore” sia un efficace strumento di Cittadinanza Attiva, i cui effetti vengono moltiplicati dalle notizie che appaiono sui media.
Il censimento del FAI spinge associazioni, scuole, cittadini, comitati, ma anche Parrocchie e piccoli Comuni a unire voci ed energie, arrivando a creare effetti virtuosi inimmaginabili prima di questa azione collettiva in nome del Patrimonio da salvare.
È quanto sta accadendo alla Chiesa di San Pietro dei Samari, che sorge in un’area di campagna a sei chilometri dal centro di Gallipoli, nei pressi della Statale per Leuca: prima della partecipazione al censimento del FAI, era un luogo sconosciuto a gran parte degli stessi abitanti. Proprietà privata, per decenni in stato di abbandono, era puntellata e inagibile, con alcune parti parzialmente crollate. Il Comune di Gallipoli l’aveva acquisita a ottobre 2021 in comodato d’uso ventennale, con l’obiettivo di scongiurarne la scomparsa e l’11° censimento “I Luoghi del Cuore” l’ha prima cementata nel cuore dei gallipolini – con oltre 40 realtà locali che si sono progressivamente unite alla raccolta voti – e poi portata alla ribalta nazionale, grazie alle segnalazioni di 51.443 persone, più del doppio degli abitanti della cittadina ionica.
La vittoria al censimento ha portato allo stanziamento da parte di FAI e Intesa Sanpaolo di un contributo “I Luoghi del Cuore” di 55.000 euro, al quale il Comune di Gallipoli aveva unito un finanziamento di 70.000 euro: fondi che hanno permesso un primo lotto di restauri, dell’avancorpo e del campanile, in via di conclusione. Il Comune ha inoltre realizzato la progettazione del recupero di tutta la chiesa e nelle scorse settimane è arrivata la conferma di un altro, importante finanziamento:
la Provincia di Lecce ha infatti stanziato 300.000 euro, messi a disposizione, attraverso i fondi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito del progetto pilota “Salento D’Amare”, legato al Patto Territoriale di Lecce.
Questo nuovo finanziamento permetterà di concludere il recupero strutturale e il restauro di tutto l’edificio, importante testimonianza di architettura medievale salentina e unico esempio di chiesa con cupole ad asse nel leccese
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