11 febbraio 2026
Fin dalla sua fondazione, nei primi anni Venti del Novecento, Fugazza Imballaggi S.p.A. ha sviluppato un profondo legame con il territorio lombardo, dove la disponibilità di pioppi lungo le rive dell’Adda rappresentava la risorsa naturale da cui l’azienda ha mosso i suoi primi passi. Oggi, pur avendo rinnovato materiali e processi produttivi, la società continua a coltivare un forte senso di responsabilità verso il passato e i beni che compongono l’identità culturale del nostro Paese.
È in questa visione che si inserisce il sostegno al FAI, rinnovato con continuità dal 2006.
Abbiamo chiesto ad Angelo Fugazza, amministratore unico dell’azienda, di raccontarci le motivazioni di un impegno così duraturo e le ragioni che hanno guidato le più recenti scelte di sostenere il restauro di Palazzo Moroni a Bergamo e le Case Montana del Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi di Agrigento, inaugurate lo scorso 5 dicembre, nell’ambito delle celebrazioni del Cinquantesimo compleanno della Fondazione.
Fin dalla sua nascita la società si è contraddistinta per il suo forte legame con il territorio. La “Fugazza fratelli”, oggi S.p.A, viene costituita circa un secolo fa, al termine della Prima guerra mondiale, allo scopo di sfruttare quella che all’epoca era una delle risorse locali più importanti: le piantagioni di pioppo.
Lungo le rive del fiume Adda e nella campagna tra il cremasco e il lodigiano, gli alberi di pioppo erano molto diffusi e costituivano la materia prima per quella che da sempre è stata la missione della nostra azienda: la produzione di imballaggi. Dai tronchi di pioppo venivano ricavate le tavolette di legno usate per la costruzione di casse e cassette vendute sul mercato milanese alle nascenti industrie che le utilizzavano per la spedizione di ogni genere di prodotti.
Oggi il nostro legame con il territorio non passa più dalla materia prima utilizzata: il pioppo è stato sostituito da nuovi e innovativi materiali. Resta comunque il “credo” dell’azienda nel sostenere iniziative di conservazione e valorizzazione del territorio, anche attraverso la tutela di quanto di “prezioso” ci arriva dal passato.
Noi, come azienda italiana, abbiamo ritenuto di dare il nostro contributo al mantenimento del patrimonio nazionale nella convinzione che il modo migliore di collegare passato e futuro sia quello di recuperare e conservare al meglio tutto ciò che di bello ci è stato lasciato. Come industria siamo abituati a lavorare su programmi a medio-lungo termine con obiettivi che devono consolidarsi e durare nel tempo.
Inoltre, riteniamo che il patrimonio storico-artistico e naturalistico costruisca la nostra identità culturale.
L’Italia è conosciuta in tutto il mondo per questo suo patrimonio e la perdita di ogni opera d’arte è un depauperamento del nostro magnifico Paese. Con questo spirito e in questa ottica abbiamo condiviso i valori del FAI e dal 2006 rinnoviamo il nostro sostegno ai progetti della Fondazione.
Nel corso degli anni è cresciuto il coinvolgimento da parte del FAI nei nostri confronti: tra le diverse attività e iniziative alle quali siamo stati invitati, la visita al cantiere per i lavori di riqualificazione di Palazzo Moroni ha colpito particolarmente me e mia moglie (bergamasca). Direi che l’idea di restituire – ai cittadini e ai visitatori della città di Bergamo – la possibilità di ammirare quel Bene riportato al suo antico splendore grazie al FAI, ci ha spinto a credere in questo investimento, molto importante e impegnativo per noi, anche a livello economico.
Il recupero di questo complesso rurale ci rende particolarmente orgogliosi, perché oltre alla fruizione culturale dei visitatori della Valle di Templi e del Giardino della Kolymbethra, potrà rappresentare nuove opportunità di vita e di lavoro per i giovani agrigentini. Pur vivendo in Lombardia ho visto e vedo “tanta Sicilia” attorno a me: persone, cibi, prodotti locali. Come azienda siamo grati ai siciliani che hanno abbandonato la loro terra soleggiata e ospitale e con il loro lavoro hanno contribuito a far diventare la Lombardia quella che è.
Per questo, come azienda, riteniamo che nel nostro contributo economico alla realizzazione di Case Montana possiamo esprimere la nostra gratitudine ai siciliani e lasciare concretamente un “pezzettino” di Lombardia in Sicilia.
Considerando i valori e i principi che ci portano a condividere quanto fa il FAI è difficile dire quale Bene occupa un posto speciale, ma se dovessi rispondere emotivamente (con il cuore) opterei per Palazzo Moroni a Bergamo perché la città di Bergamo mi ha dato mia moglie.
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