23 ottobre 2025
GO! Pharus nasce come un faro simbolico di civiltà e di pace, un obelisco contemporaneo alto dieci metri, con una base quadrata di 2,50 x 2,50 metri, che unisce forza architettonica e profondità spirituale.
L’opera si pone come segno visivo e identitario di GO! 2025, rappresentando la luce della cultura come strumento di riconciliazione e crescita comune, come simbolo permanente di pace e dialogo in uno dei luoghi più emblematici del territorio, a ridosso del confine con la Slovenia.
Il nome racchiude il significato del progetto: “GO!” richiama Gorizia e Nova Gorica, ma anche l’invito ad “andare oltre” i confini; “Pharus” (faro, in latino) evoca la funzione di guida luminosa e morale dell’opera. Collocato nel piazzale simbolo della frontiera, l’obelisco diventa una “spina dorsale luminosa” che salda il passato e il futuro, la memoria e la speranza.
Il faro è realizzato in acciaio e vetri cromatizzati, materiali scelti per la loro capacità di interagire con la luce. Di giorno riflettono il cielo e l’ambiente, di notte si accendono dall’interno, trasformando l’obelisco in un vero e proprio faro urbano.
All’inaugurazione era presente anche Beatrice Duranti, Presidente regionale FAI Friuli Venezia Giulia, che ha evidenziato gli elementi che accomunano l’attività del FAI al progetto Go! Pharus. In particolare, «Il ritenere l’arte anche luogo di denuncia, considerazione, valorizzazione dei diritti fondamentali dell’uomo, come dimostrano il Progetto FAI Ponte tra culture – che evidenzia la bellezza dell’interculturalità – e il Progetto Genesi a cui collabora il FAI – che si occupa di diritti umani e arte contemporanea – ma anche il prendere atto che la connessione fra saperi e culture, un tempo considerati entità separate, è invece momento di un tutto nuovo da ricercare, comprendere e inventare, nel senso proprio di trovare qualcosa che prima non esisteva».
Beatrice Duranti ha inoltre ricordato quanto sia fondamentale considerare le tradizioni e la storia della comunità del territorio come memoria collettiva da preservare, in quanto elemento identitario e collante tra le generazioni preesistenti e quelle future, soprattutto quando l’identità è multiculturale; e ha concluso soffermandosi sul reciproco «contributo all’educazione di una cittadinanza più responsabile e socialmente attiva, per trasformarla, migliorarla e favorirne il progresso, nell’intento di superare tutte le divisioni, attraverso l’esistenza e la bellezza dell’arte e della cultura in genere, nella loro funzione sociale».
Anche il Presidente FAI Marco Magnifico ha voluto inviare un messaggio in occasione dell’inaugurazione:
«Il vostro nuovo, significativo faro accende una luce destinata a non spegnersi sulla varietà, la diversità e la ricchezza di cultura che ogni città d’Italia rappresenta e propone alla collettività nazionale e internazionale.
La metafora del faro è forte e densa di significato; la cultura porta luce in un mondo sempre più denso di ombre oscure e inquietanti: dissolvere le ombre fa bene alle donne e agli uomini di buona volontà che sempre più si aggrappano alla lezione di civiltà, cultura e democrazia che la nostra storia, attraverso i monumenti d’arte, letteratura, musica e pensiero ci ha consegnato.
Il vostro faro è dunque un segno forte di questa rinnovata fede nella potenza unificante e rigenerante di quella cultura che ha fatto grande il nostro Paese nel mondo e che deve esserci da guida per il futuro del nostro Paese: che, come ognun sa, è il più bello del mondo».
All’inaugurazione erano presenti le autorità cittadine e l’artista Celia Stefania Centonze, per la quale GO! Pharus non è solo un monumento, ma un manifesto di valori.
«Volevo creare un’opera – racconta la designer – che non fosse solo guardata e ammirata, ma che parlasse, che accendesse riflessioni sulla cultura come via per il dialogo. GO! Pharus è nato dal desiderio profondo di creare un simbolo di speranza, che parli al cuore delle persone. In un tempo frammentato, ho voluto costruire un faro: non per indicare una sola direzione, ma per illuminare tutte le possibilità di incontro, di ascolto e di pace».
Per Centonze, l’arte è uno strumento di sensibilizzazione sociale e culturale, capace di unire linguaggi, persone e generazioni. Con GO! Pharus, l’artista invita a guardare la cultura come la luce che illumina il futuro, un valore condiviso che supera confini e differenze.
L’opera include inoltre versi poetici incisi sui vetri, tratti da autori come Ungaretti, Prešeren, Saba, Michelstaedter, Macor e Korschann, dipinti dall’artista Marco Nereo Rotelli.
Le parole, in più lingue, evocano fraternità e futuro, aggiungendo alla struttura una dimensione letteraria e contemplativa.
Particolarmente significativo è il coinvolgimento dei bambini dell’Associazione Bambini e Autismo di Pordenone, che hanno realizzato il mosaico alla base dell’obelisco. Il loro contributo creativo rappresenta il cuore pulsante del progetto: un segno concreto di inclusione e partecipazione collettiva.
L’inaugurazione, con il sostegno di Enel, è stata un momento di dialogo tra arte, pensiero e musica, con grande apprezzamento da parte del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, e con il coinvolgimento della comunità locale – e internazionale – in una celebrazione della cultura come ponte tra persone, territori e generazioni.
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