La villa, incoronata da un Belvedere a terrazza si eleva su tre piani: al centro gli ambienti di ricevimento e di rappresentanza, intorno le stanze di soggiorno, cinque per ogni lato, segnalate da altrettante finestre, sul retro due torrette a ricomprendere i servizi. La distribuzione è incentrata su un atrio, un grande vano a doppio volume, contornato da una serie di vani, interessato da una sistemazione decorativa. La zona residenziale è quindi sopraelevata e si accede tramite le rampe ortogonali; sotto lo scalone resta l’accesso al pian terreno, coperto con volte a crociera ad arco ribassato, sostenute da pilastri. I locali, sorti con funzioni di stalla e scuderia, furono fatti modificare da Niccolò Puccini che volle vi fosse posta l’iscrizione “Olim mulis hodie musis”, a ricordo dell’elevazione di ruolo delle stanze che da quel momento videro la costante presenza di artisti e letterati. La scansione degli spazi, identica a quella dei piani superiori, presenta un vano d’ingresso, sviluppato in lunghezza, un salone di ampio respiro, un salottino con il soffitto decorato a medaglioni, ed un ampio corridoio voltato, con uscita sul retro. Il primo piano è solenne, con un carattere monumentale accentuato dai tre portali e dal rincorrere di elementi decorativi fino al salone, elevato in altezza per due piani, con ballatoio circolare e soffitto allontanato da accorgimenti prospettici, vedute e fughe di balaustre. L’ultimo piano si caratterizza per la presenza di un ballatoio che permette una vista globale del salone sottostante e dal verone che offre una visuale della città
di Pistoia. Il primo piano annovera una serie di affreschi settecenteschi piuttosto notevoli; qui si
trova un ciclo di otto opere, la più grande delle quali, posta nella sala centrale, rappresenta la “Glorificazione di Ercole”, opera di Niccolò Nannetti. Sui soffitti di altre quattro stanze del piano nobile sono raffigurate le “Età del Mondo” mentre altrove si trovano dipinte varie divinità pagane e scene arcadiche legate all’amore fra gli dei e al culto di Dioniso. Nell’atrio si trovano invece alcuni affreschi eseguiti dal pratese Luigi atani tra il 1805 e il 1810, all’epoca cioè della ristrutturazione in senso neoclassico della villa. Le opere, tutte a trompe-l’oleil, raffigurano le statue di Venere, Diana,
Apollo e Mercurio, oltre ad alcuni medaglioni monocromi dedicati alla vita di Dioniso e collocati in una sala nell’ala nord della villa.