Esempio di riuso intelligente di un complesso industriale dismesso, il locale è stato realizzato nel 2015 negli spazi dell’ex cristalleria Livellara. Edificato nel 1921 su progetto, secondo alcune fonti, del celebre architetto Antonio Sant'Elia – o comunque con un pronunciato legame con le sue creazioni - come oleificio industriale, fu acquistato nel 1963 dalla famiglia Livellara, che lo riconvertì in fabbrica di cristallo lavorato a mano e soffiato a bocca – a distinguerlo dalla produzione di Murano era l’assenza di colore – attività cessata nel 2004.
La sua chiusura a giugno 2026 per il mancato rinnovo dell’affitto ai gestori e l’intenzione di venderlo per un progetto di trasformazione immobiliare, ha sollevato un’ondata di proteste da parte non solo dei cittadini, ma anche di molte personalità del mondo della cultura e dello spettacolo milanesi, che vedono nel progetto dello Spirit molto più di un luogo di intrattenimento. Infatti, quello che doveva essere un utilizzo temporaneo legato ad Expo Milano 2015, si è ben presto trasformato in esperienza permanente, con uno spirito e un carattere aggregativi e culturali, in antitesi alle sempre più numerose spersonalizzazioni che il capoluogo lombardo sta subendo.
Votare lo Spirit de Milan come luogo del cuore significa far sentire la nostra voce per una Milano che vogliamo diversa da quella che vediamo cambiare ogni giorno, che vogliamo resti dei milanesi e non delle società immobiliari, che vogliamo continui ad avere un'anima!
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