Presenza tra le più significative dello spirito della Controriforma, San Bartolomeo si annovera tra le chiese modenesi medievali ricostruite nel Seicento e presenta caratteristiche peculiari legate alla sua appartenenza alla Compagnia di Gesù, che nella scelta della struttura, degli arredi e degli apparati iconografici seguiva precisi canoni. Nel fastoso interno, che nonostante i cambiamenti intervenuti nel tempo, ha mantenuto la tipologia barocca, si possono trovare vari riscontri dei principi dell'ordine. Gesuita sia l'autore del progetto, come quello dell'attiguo Collegio, che il pittore che affrescò la navata centrale e il transetto con l'apoteosi divina,la glorificazione di S. Bartolomeo, S. Ignazio di Loyola e S. Francesco Saverio. Numerose le tele di importanti artisti. Straordinaria la decorazione scultorea e plastica, in particolare gli stucchi di Antonio Traeri, e ragguardevole il patrimonio artistico conservato in sagrestia.