Oggi visitabile, lo spazio ipogeo fu scoperto casualmente attorno al 1830, mentre si costruiva la Cattedrale Nuova dei Santi Pietro e Paolo. Vi si conserva parte dell'abside affrescata della più antica chiesa adriese, ancora poco conosciuta. La decorazione -unicum sul territorio polesano- si sviluppa su due registri sovrapposti. In basso si riconosce un velarium, mentre in alto, su di uno sfondo dipinto ad imitare un ampio telo decorato con crocette, sono rappresentati sei clipei con i ritratti degli apostoli, identificabili grazie alle iscrizioni che li accompagnano. Originariamente l'affresco doveva proseguire più sopra con gli altri sei apostoli, e al centro recare un tondo maggiore con il Pantocratore o la Vergine. Il sacello è una pregevole testimonianza delle antiche radici della fede polesana, e luogo unico nel panorama artistico locale e veneto.
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