Sulla costa adriatica del Salento, nel territorio di Melendugno, Roca è un luogo straordinario nel quale archeologia, storia, natura e spiritualità convivono da millenni. Un promontorio proteso verso Oriente, affacciato su un mare di eccezionale limpidezza che, tra rocce e cavità, assume sfumature dal turchese al verde smeraldo e al blu profondo. Nelle giornate più terse, all’orizzonte appaiono i monti Acrocerauni dell’Albania, fenomeno ampiamente documentato fotograficamente: quasi un ponte visivo tra le due sponde del Mediterraneo. Il nome Roca (collegato a Rocca) evoca la natura fortificata del luogo. Il cuore del paesaggio è Roca Vecchia, uno dei più importanti siti archeologici del Mediterraneo, che ha avuto un ruolo strategico nei rapporti tra la Puglia, i Balcani e il mondo egeo. Frequentato fin dalla preistoria, conobbe nell’Età del Bronzo un importante insediamento fortificato, inserito in una fitta rete di rapporti con il mondo egeo, il Mediterraneo orientale e l' Europa. Le poderose fortificazioni, i reperti e le successive testimonianze messapiche, romane e medievali raccontano una storia millenaria fatta di incontri tra popoli, commerci, pellegrinaggi, invasioni e rinascite. Eccezionale è la Grotta della Poesia Piccola, antica grotta-santuario le cui pareti custodiscono uno straordinario patrimonio di incisioni e iscrizioni, tra cui numerose testimonianze votive micenee e minoiche, in lingua messapica, greca e latina. Il nome “Poesia” sarebbe legato al greco medievale/griko posìa, “bevuta”, richiamo alla presenza di una speciale acqua dolce sorgiva all’interno della cavità. La posizione strategica di Roca continuò a essere determinante nei secoli. La città medievale fu fortificata e dotata di castello e, dopo la sua distruzione, nel Cinquecento venne edificata la Torre di Roca (detta anche Torre di Maradico), parte di un sistema di torri costiere di avvistamento e difesa della costa salentina. I suoi suggestivi ruderi su base quadrata e inclinatura troncopiramidale, ancora oggi protesi sul mare, sono divenuti parte inconfondibile del paesaggio. Alla storia civile e militare si intreccia quella della fede. Il Santuario di Maria Santissima delle Grazie, che ha origine tra la fine del 500 e il 600 su un precedente luogo sacro semi-ipogeo, custodisce una devozione profondamente radicata nel territorio. La statua della Vergine, i pellegrinaggi che ancora oggi conducono a Roca e le tradizioni tramandate nel tempo testimoniano un patrimonio vivo. Anche l’ex Seminario dell’Arcidiocesi di Lecce, all’interno dell’attuale Oasi di Roca, realizzato nel 1953, racconta la continuità della presenza religiosa e della vocazione all’accoglienza del luogo. Roca è una testimonianza del passato che continua a interrogare il presente. Da quasi 100 anni il sito è oggetto di campagne di scavo, ricognizioni e studi interdisciplinari condotti da università e istituzioni di ricerca, italiane e straniere. Le indagini continuano ad arricchire la conoscenza di un luogo che conserva ancora molte pagine della propria storia da portare alla luce. L' area Rocana costituisce un luogo culturale unitario: il mare, l’area archeologica, le torri, le grotte, il santuario e la memoria delle comunità formano un patrimonio di straordinaria importanza capace di esercitare un forte richiamo su visitatori, studiosi e turisti di tutto il mondo. Custodire e valorizzare Roca significa assumersi la responsabilità di consegnare alle nuove generazioni un luogo tanto prezioso quanto fragile, che richiede grande attenzione. L’erosione e l’instabilità delle falesie richiamano alla necessità di una particolare tutela della costa.
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