Terminata la seconda guerra mondiale diventa definitiva l'assegnazione di Gorizia all'Italia, mentre tutta la zona delle valli dell'Isonzo e del Vipacco si trovava priva di un proprio punto di riferimento amministrativo e commerciale. Vengono per questo pensati dei nuovi piani urbanistici, tra i quali quello di Ravnikar, redatto nel 1949, col quale si delineano gli elementi principali che distinguono l'odierna Nova Gorica. La struttura riflette il principio della croce stradale di le Corbusier (il giovane architetto lavorò in quell'atelier e il riferimento alla Ville Radieuse è evidente), con la distribuzione delle quattro principali funzioni cittadine nelle quattro parti corrispondenti e spartite a croce: a nord l'amministrazione e i servizi, a sud le industrie e la residenza. Nato da un'idea di Dare Poženel, Vinko Torkar e Noko Jurca, l'immagine del progetto per la Nova Gorica Jugoslava, appare fotografata in un plastico di bronzo, tutt'ora conservato nel palazzo municipale.