Si fa risalire la fondazione della chiesa all'epoca longobarda, la sua storia si intreccia con quella del contado e del vicino castello fatto costruire nel XI sec. dagli Attonidi.
La tradizione locale vuole che la chiesa sia stata costruita con le pietre dell'antico tempio di Venere che si collocava sul Monte Venera.
A partire dal 1356, Pianzo appare negli atti della curia reggiana come dipendente direttamente dal Vescovo e non legata a nessuna Pieve.
Nel XV secolo chiesa e borgo di Pianzo vengono distrutti dal Marchese Nicolò III d'Este per rappresaglia all'uccisione del suo vicario.
Nel secolo XVI scoppia una lite per l'appartenenza della chiesa che porta al compromesso che vede Pianzo "alternis anni" legata ora alla Pieve di Bazzano ora a quella di Castelnuovo Monti.
Nel 1620 la vicenda si conclude con la decisione della sua totale appartenenza a Reggio Emilia.
La facciata è a capanna composta da pietre squadrate.
Il portale è archivoltato e nella chiave è presente una figura antropomorfa.
Sopra il portale, una bifora che sostituisce una precedente finestra settecentesca.
Nel lato ovest si può trovare una porta ormai murata il cui architrave a lunetta, in pietra, reca una croce scolpita, a quattro bracci, fiancheggiata da decorazioni circolari. C'è inciso l'anno 1220.
Altre date incise nelle pietre a ricordare i vari restauri sono quelle del 1665, 1697, 1706.
L'interno dopo il restauro del 1700 è in stile barocco montano con fregi in gesso.
Nell'abside sono state murate alcune pietre ad archetto di un'antica cornice che assomiglia molto a quella inserita nelle fiancate dell'oratorio romanico di Beleo.