Il Piccolo Museo dell'Elettricità di Introbio nasce dalla volontà di un gruppo di amici ed ex dipendenti Enel di conservare e raccontare la storia dell'elettricità in Valsassina, un capitolo fondamentale dello sviluppo del territorio.
Grazie all'abbondanza di corsi d'acqua, tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento in Valsassina sorsero le prime centrali idroelettriche. La produzione di energia elettrica trasformò profondamente la vita quotidiana degli abitanti, portando la luce nelle case e favorendo la crescita delle attività produttive e dell'industria locale.
Nel 1902, dopo la messa in servizio della centrale idroelettrica sul torrente Troggia, a Introbio, la Società Elettrica Valsassinese di Introbio iniziò a distribuire l'energia elettrica in tutta la valle. La stessa società forniva inizialmente anche il servizio telefonico, che nel 1928 passò al monopolio statale. Inoltre, nel 1902 a Introbio venne accesa la prima lampadina destinata all'illuminazione stradale.
Oggi il museo conserva numerosi reperti storici che testimoniano la storia dell'elettricità in Valsassina: isolatori ad alta tensione, voltmetri, amperometri, fusibili, contatori e altri strumenti tecnici che raccontano l'evoluzione della produzione e della distribuzione dell'energia elettrica.
Il Piccolo Museo dell'Elettricità, ubicato all'interno di Villa Migliavacca, sede del Comune di Introbio, rappresenta un prezioso luogo della memoria per la Valsassina. Attraverso la conservazione di questi documenti e oggetti, questi valorizza un patrimonio storico e tecnologico che ha contribuito a plasmare la civiltà moderna e l'identità del territorio.