Molinella è sorta e vive tra fiumi e canali: il Reno, l’Idice, il canale della Botte, Lorgana, Zena; di qui l’importanza dei ponti come mezzo di passaggio tra una riva e l’altra. La definizione dei confini tra Molinella ed Argenta è sempre stata complessa e di difficile definizione, ma entrambi i Comuni hanno avuto necessità di efficaci collegamenti, tra i quali appunto i ponti. Nel suo puntuale racconto storico, Giorgio Golinelli ricorda che “nel 1824, il Cardinale Legato di Bologna Giuseppe Maria Spina (1756-1828), prende la decisione di costruire il Drizzagno (tratto artificiale del letto di un fiume scavato in linea retta per tagliare un'ansa naturale) velocizzando il deflusso dell'acqua del Reno o "Cavo Spina" che da Passo Morgone si spinge diritto verso la "Beccara vecchia” di Argenta”. Il Reno imboccò così direttamente la via del mare, proprio come lo vediamo adesso. I lavori durarono dieci anni, videro all’opera centinaia di scariolanti di Marmorta, Molinella, Consandolo e Argenta. A quel tempo un “passatore”, incaricato dal Comune, trasportava persone e cose di qua e di là dal Reno verso la borgata del Morgone dalla quale si poteva raggiungere, su strada, percorsi altri 757 metri in territorio marmortano, il confine con Consandolo. Fino al 1935 l’attraversamento del fiume veniva effettuato mediante una chiatta formata da due barche unite da una piattaforma di legno, che consentiva anche il trasporto di carri e autovetture. Durante il periodo estivo o comunque di magra, l’attraversamento avveniva direttamente a guado. Il primitivo traghetto venne quindi sostituito da una barca di ridotte dimensioni, che limitava il trasporto a persone, cicli e moto. Il regolare tragitto della barca era assicurato da un solido cavo d’acciaio, fissato alle due sponde. Giuseppe Marisaldi, detto Pino, fu l’ultimo passatore. Il 10 marzo 1971 venne infatti aperta la passerella al Morgone, realizzata dal Comune di Molinella, per consentire il transito di cicli e motocicli nelle due direzioni, nonché il sostegno delle tubazioni dell’acquedotto che alimenta tuttora il territorio molinellese in sinistra Reno. Nacque così La "Passerella di Marmorta", chiamata anche familiarmente "Piccola Brooklyn", una passerella ciclopedonale in metallo che attraversa il fiume Reno. La struttura deve il soprannome alla sua forma ad arco sopraelevato, che per i residenti ricordava scherzosamente il famoso ponte di New York. Il professor Stefano Trentini nel 2018 la definì “una spettacolare opera di ingegneria e design. La sua geometria è perfetta, incredibilmente speculare, sviluppata in una grandissima dimensione” ….una emozione vibrante a trovarsi a camminare sulla griglia di ferro: c’era un effetto trasparenza come camminare nel vuoto”! La passerella ha segnato una svolta per il territorio, unendo due comunità divise dal corso d'acqua. Il luogo ha inoltre un valore paesaggistico, è immerso nella natura e nel verde: chiunque sia passato, a piedi o in bicicletta, sulla stretta passerella del Morgone si è sentito trasportato in luoghi lontani, sopra profondi orridi e forre: guardando il Reno dagli oltre 5 metri di altezza, in mezzo alle verdeggianti sponde, si ha quasi l’impressione di essere in montagna, eppure siamo qui nella “Bassa”. Tantissime anche le specie di uccelli che si possono ammirare. Di sera, il tramonto ed il sorgere della luna, in questo luogo silenzioso, danno un tocco romantico al momento. Oggi è arrugginita e chiusa per problemi di staticità, in attesa di un miracolo.
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