Il monumento è dedicato al gabbiano Jonathan Livingston, protagonista dell’omonimo libro di Richard Bach, e sorge in un’ansa del Molo Sud del Porto di San Benedetto del Tronto, nel contesto della passeggiata artistica del MAM - Museo d'Arte sul Mare, in quella che è stata anche ribattezzata "La strada di Jonathan". È stato realizzato dall'artista Mario Lupo (nato a Giulianova e stabilitosi poi a San Benedetto, che definiva il suo “felice approdo”), per iniziativa del "Circolo dei Sambenedettesi". Il progetto nasce nel 1978, nel contesto di un Molo Sud molto diverso dall’attuale, ancora “spoglio” e legato soltanto alle attività di pesca. La genesi dell’opera (come raccontato dallo stesso artista in “Il mio incontro con Jonathan”, catalogo per l’inaugurazione del monumento) è lunga, con una serie di bozzetti e disegni per immaginare forma e collocazione dell’opera, finché arriva l’idea di un grande cerchio in acciaio inossidabile - per dare leggerezza ed eleganza ma anche solidità e resistenza ai venti - come filo di unione tra i gabbiani in bronzo: Jonathan in alto e il gruppo degli altri gabbiani in basso. La realizzazione dell’opera, inaugurata il 25 maggio 1986 con un bagno di folla, è stata finanziata da enti pubblici e da numerosi privati e semplici cittadini. La scultura, un “monumento di cielo e di vento”, ha un’altezza di 8 metri. Il gabbiano Jonathan, in bronzo fuso a cera persa, ha un’apertura alare di 1,80 m. Il gruppo dei gabbiani alla base del cerchio, anch’esso in bronzo, è composto da 12 elementi con un’altezza di 3 m e una larghezza di 2 m. Il cerchio in acciaio, posto su un basamento di cemento armato, ha un diametro di 6 m. A livello simbolico rappresenta l’operosità generosa e la tenacia tipiche della gente di mare, abituata ad affrontare e superare silenziosamente ostacoli e difficoltà. Ma ha anche un significato più intimo, legato al contesto del clima inquieto e al disagio giovanile tra gli anni ’70 e ’80: un invito a “volare alto”, conquistando la libertà del corpo e dello spirito attraverso l’impegno individuale per obiettivi elevati, sottraendosi alla logica del gruppo che può minare l’autonomia di pensiero e rendere succubi. È ormai divenuta un vero e proprio “landmark” e simbolo della città di San Benedetto del Tronto e della sua area portuale, tanto da essere raffigurata in tantissime foto, disegni, illustrazioni. La realizzazione dell’opera ha dato il via alla passeggiata artistica del Molo Sud, che nel corso degli anni si è popolata con numerose sculture e murales “en plein air” grazie alle opere realizzate in occasione del Simposio "Scultura Viva" e del "Festival dell'Arte sul Mare”, e alla realizzazione di sculture degli artisti Giuseppe Straccia, Genti Tavanxhiu, Marcello Sgattoni e altri. Un connubio tra arte e mare unico in Italia.
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