Nel territorio di Ferriere, sul crinale tra Val Nure e Val Trebbia, il Monte Crociglia è uno dei luoghi più riconoscibili dell’Appennino piacentino. La sua bellezza nasce dall’incontro tra natura, storia e cultura della montagna: boschi, pascoli, praterie d’altitudine e sentieri raccontano una presenza umana che si è mantenuta nel tempo.
È attraversato da antichi percorsi che collegano le vallate e raccontano la storia della vita in montagna. Oggi questi sentieri sono frequentati da escursionisti e abitanti del territorio e costituiscono una delle principali modalità per conoscere e vivere il paesaggio del Crociglia.
Tra le tradizioni più significative c’è la Festa dell’Angelo, che ogni anno riunisce la comunità sulla cima del Crociglia, ai piedi della statua dell’Arcangelo San Raffaele. La ricorrenza mantiene viva la memoria delle persone che hanno perso la vita in montagna e dei caduti delle guerre, richiamando l’origine stessa della statua, un tempo collocata nel cimitero di Torrio a ricordo dei caduti della Prima guerra mondiale.
Il Crociglia è anche un luogo di cammino, con itinerari verso la Vecchia Dogana e le praterie sommitali, da cui si aprono ampi panorami sulle vallate piacentine e liguri. Un paesaggio ancora integro, nel quale natura e testimonianze della vita in montagna convivono.
È proprio questa integrità a renderlo unico: un patrimonio fatto di paesaggio, sentieri, tradizioni e memoria collettiva, ancora profondamente legati tra loro.
Proteggere il Monte Crociglia significa permettere che questo patrimonio continui a essere vissuto e tramandato. Significa conservare non solo ciò che si vede, ma il legame profondo tra una comunità e la propria montagna.
Il Crociglia merita di essere scelto come Luogo del Cuore perché è una montagna ancora viva: un luogo da conoscere, vivere e custodire.