MONASTERO E CHIOSTRO SALESIANO MONTEORTONE - ABANO TERME

MONTEORTONE, PADOVA

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MONASTERO E CHIOSTRO SALESIANO MONTEORTONE - ABANO TERME

Le acque calde che sgorgano dalla terra dei Colli Euganei sono da secoli legate non solo alle proprietà termali e curative, ma anche alla devozione popolare e alla dimensione spirituale dell’acqua. Uno dei luoghi in cui questa tradizione è ancora viva è Monteortone, presso Abano Terme, dove sorgono il Santuario della Madonna della Salute e, accanto ad esso, l’antico monastero oggi conosciuto come Casa di Ospitalità San Marco.

L’origine del culto mariano risale al Quattrocento ed è legata alla vicenda di Pietro Falco, uomo d’armi che, ferito alle gambe, cercò riparo nei boschi dei Colli Euganei. Secondo la tradizione, durante la preghiera ebbe una visione della Vergine, che lo invitò a immergersi in una vicina fonte termale: dopo la guarigione, Falco rinvenne anche una tavola dipinta raffigurante la Madonna con Gesù Bambino. La notizia del prodigio si diffuse rapidamente e alla Vergine di Monteortone fu attribuita anche la fine della pestilenza che colpiva Padova.

Sul luogo dell’apparizione fu inizialmente costruito un oratorio, seguito dal santuario e dal convento destinato a custodire la fonte, l’immagine sacra e la memoria del miracolo. Grazie all’opera di fra’ Simone da Camerino nacque qui la Congregazione Agostiniana della Beata Vergine di Monteortone. Il santuario, di architettura gotico-rinascimentale, conserva opere di Palma il Giovane, Jacopo da Montagnana e dei fratelli Allio, oltre all’antica immagine della Vergine con Bambino e Santi.

La fonte legata alla vicenda di Pietro Falco si trova ancora oggi in una grotta in muratura adiacente al santuario ed è raggiungibile attraverso una piccola scala in pietra. Accanto alla chiesa si sviluppa l’antico monastero agostiniano, organizzato attorno a un grande chiostro. Qui si conservano colonne e capitelli in trachite euganea, una vera da pozzo-cisterna del 1589 ricavata da un unico blocco di pietra d’Istria, un portale rinascimentale del 1605 proveniente da un palazzo nobiliare di Padova e affreschi attribuiti a Giambattista Zelotti. Nel grande refettorio, oggi adibito a cappella, sono rappresentati episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento e le virtù teologali.

A metà dell’Ottocento il monastero, ormai in abbandono ma ancora alimentato dalla sorgente termale detta “della Vergine di Monteortone”, fu acquistato da una famiglia padovana e trasformato nel Grande Stabilimento Termale di Monteortone. A questa fase risalgono anche interventi architettonici ancora riconoscibili, tra cui la facciata neogotica e la scalinata.

Nel 1937 l’intera proprietà passò ai Salesiani di Don Bosco, che adattarono il complesso a seminario teologico. Durante la Seconda guerra mondiale l’edificio fu requisito dai tedeschi e utilizzato come ospedale militare, mentre i Salesiani trovarono temporaneamente ospitalità nell’Abbazia di Praglia. Dal 1970, dopo la chiusura del seminario, l’antico monastero è destinato all’accoglienza e ospita gruppi, ritiri e soggiorni, mantenendo ancora oggi una funzione legata all’ospitalità.

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